La penna di Luisa/ La pluma de Luisa

Seduta sulla veranda, alle cinque del mattino, Luisa sorseggiava il suo caffè, intanto scorrevano piano piano le pagine di un libro.

Erano intense le mattinate e la aiutavano a pensare. Verso le sette avrebbe finito di fare la doccia e di cambiarsi. Alle otto era al giornale per cui lavorava.

Scriveva articoli che forse non sarebbero mai stati letti. Non importa! Pensava… Mi piace farlo.

E poi la gente sembra che continui a credere nel’ amore. Che assurdità! Io che do consigli amorosi.

Vediamo un po’; e andava anni dietro con la mente, sono stati due o tre che mi hanno degnata di uno sguardo? Tre! Si tengo conto anche del biondo, a cui ho restituito un pallone e mi ha ringraziata. Accidenti, mi ha guardata o no? Che importa oramai.

Quando hai quarantasei anni e ti trovi sola,a leggere e a scrivere, per di più per un incapace! Non dovrei fantasticare a queste cose.

La vita…

Invece a me piacciono ancora i libri, pensava, ne ho una quantità a casa, sì, sono veramente tanti e tutti con il mio nome.

Si ricordava d’ aver scoperto il suo amore per la lettura con : Anna Karenina, di Tolstoj, aveva adorato quella storia, tutto quel intrecciarsi di passioni, dove il cuore non poteva ragionare, e il suo coraggio: quello della protagonista.

Forse quel volume la spingeva a dare spunti agli altri. Se ne accorgeva solo adesso, dopo tanto tempo. Ah, sospirava… Avrei voluto essere come lei.

Intanto, in modo quasi meccanico, la sua penna scorreva veloce sul foglio di carta bianco, alcune cose erano belle, altre un po’ meno. Correggeva l’ imperfezioni, aggiungeva, cancellava e finiva sempre con una parola di incoraggiamento.

Sarebbe stata una lunga giornata: doveva ancora battere tutto a macchina. Ci impiegava un paio d’ ore e a lavoro finito provava soddisfazione.

Verso le cinque, prendeva il suo cappotto, la sua borsa, salutava cortesemente il suo capo; e si incamminava verso casa, non prima senza fare una sosta nella libreria al’ angolo. Non chiedeva mai consiglio, sapeva cosa voleva, aveva solo bisogno di tempo.

Sentada en la galleria, a las cinco de la mañana, Luisa sorbìa su cafè, mientras tanto fluìan lentamente las pàginas de un libro.

Eran intensas sus mañanas y la ayudaban a pensar. Màs o menos a las siete habrìa ya terminado de bañarse y de cambiarse. A las ocho se encontraba en el periòdico para el cual trabajaba.

Escribìa artìculos que a lo mejor no iban a ser nunca leìdos. No importa! Pensaba, me gusta hacerlo.

Y despuès parece que la gente continua a creer en el amor. Que absurdo! Yo que doy consejos amorosos.

Vamos a ver, e iba para atràs con la memoria, eran dos o tres que la habìan dignado de una mirada? Tres! Si contaba tambièn al rubio al que una vez devolviò la pelota y le habìa dado las gracias. Maldito sea, me habìa mirado o no? Que importa ahora.

Cuando tenès cuarenta y seis años y te encontràs sola, a leer y a escribir, para un incapaz! No deberìa imaginar, y menos èstas cosas.

La vida…

En cambio a mì me gustan aùn los libros, pensaba, tengo una cantidad en casa, sì, son demasiados y todos llevan mi nombre.

Se acordaba de haber descubierto el amor por la lectura con: Ana Karenina, de Tolstoi, habìa adorado esa historia, todo ese enlace de pasiòn, donde el corazòn no podìa razonar, y su coraje: el de la protagonista.

A lo mejor era ese volumen que la ayudaba a dar señales a los demàs. Se daba cuenta ahora, despuès de tanto tiempo. Ah, suspiraba… Me hubiese gustado ser como ella.

Mientras tanto, en modo casi mecànico, su pluma corrìa veloz sobre la hoja de papel blanca, algunas cosas eran bellas, otras un poco menos. Corregìa las imperfecciones, agregaba, borraba y terminaba siempre con un estìmulo positivo.

Habrìa sido un largo dìa: tenìa que escribir todo a màquina todavìa. Empleaba un par de horas aùn y a trabajo terminado se sentìa satisfecha.

Màs o menos a las cinco de la tarde, agarraba su sobretodo, su cartera, saludaba amablemente a su principal; y se dirigìa a su casa, no antes de detenerse en la librerìa de la esquina. No pedìa nunca consejo, sabìa lo que querìa, necesitaba solo tiempo.

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