Biblioteca

Seduta sul pavimento della biblioteca, ogni sera interrogava se stessa. Su cosa? Su tutto.

Apprendeva di non sapere mai abbastanza. La parola ” vita ” richiudeva troppe cose.

Con stupore e anche un po’ fiera di sé, osservava i libri che aveva accumulato in quel spazio così accogliente.

Tante risposte erano stati loro a dargliela, non sempre in forma diretta.

Il tempo che poteva concedere alla lettura non era mai abbastanza. Pazienza, si diceva.

Si trovava a suo agio, era il posto migliore per pensare. E pensare le piaceva.

Era la attività più bella.

Niente come la solitudine, accendeva il suo cervello, in quella stanza semi buia piena di libri.

Dalla mattina che era in piedi, erano successe di cose.

Aveva preso il caffè un po’ bruciato.

Uscendo di casa si era incrociata con il vicino, non si erano salutati.

Durante il viaggio in macchina, aveva ascoltato alla radio una vecchia canzone.

Al semaforo si era specchiata, senza problemi.

Arrivata a destinazione, dopo aver parcheggiato, si era messa a camminare.

La mattina era un po’ fredda, ma niente di che.

Trovava  le decorazioni natalizie orrende. Le peggiore che lei avesse mai visto!

Guardava le persone sedute al bar, sembravano contente.

Passando davanti a una scuola, aveva sentito l’ urlo di una maestra, li era scapato un sorriso.

La passeggiata era quasi al culmine.

Tornata a casa, avrebbe preparato il tè.

Ancora seduta nella biblioteca, con la sola luce della lampara da lettura, pensava che le piacerebbe trascrivere le cose che le accadevano.

Forse un giorno lo avrebbe fatto.

Presse in mano un libro qualunque, lo sfogliò, no si ricordava d’ averlo letto. Sicuramente non li era piaciuto.

Sentada en el piso del cuarto donde se encuentra la biblioteca, cada noche reflexionaba. Sobre que? Sobre todo.

Se daba cuenta de no saber demasiadas cosas. La palabra ” vida ” tenìa muchos significados.

Con asombro y tambièn un poco orgullosa de ella misma, observaba los libros que habìa acumulado, en ese espacio tan acojedor.

Muchas respuestas las habìa recibido de los mismos libros, no siempre en forma directa.

El tiempo que podìa conceder a la lectura, no era nunca suficiente. Paciencia, se decìa.

Se encontraba còmoda en ese rincòn de la casa, era el mejor lugar para pensar. Y pensar le gustaba.

Era la actividad màs hermosa.

Nada como la soledad acendìa su cerebro, en el cuarto semi-oscuro lleno de libros.

Desde la mañana que estaba levantada, habìan sucedido muchas cosas.

Habìa tomado el cafè un poco quemado.

Saliendo de casa se habìa cruzado con un vecino, no se habìan saludado.

Durante el viaje en auto, habìa escuchado una vieja canciòn a la radio.

Al semàforo examinaba su rostro al espejo, sin problemas.

Cuando llegò a destinaciòn, despuès de haber estacionado, se puso a caminar.

La mañana era frìa.

Le parecìa que las decoraciones de Navidad eran horribles. Las peores que ella habìa visto!

Observaba las personas sentadas al bar, parecìan contentas.

Pasando por delante de una escuela; escuchò el grito de una maestra, le escapò una sonrisa.

Su paseo estaba ya llegando al final.

De retorno a casa, se iba a preparar un tè.

Todavìa sentada en la biblioteca, con la sola luz de la làmpara de lectura, meditaba que le hubiese gustado transcribir las cosas que le sucedìan.

A lo mejor un dìa, lo habrìa hecho.

Habìa escogido con la mano un libro cualquiera, no se ricordaba de haberlo leìdo. Seguramente no le habìa gustado.

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