Le casalinghe non fanno niente / Las amas de casa no hacen nada

Ore 7:00 : La moka è sul fornello.

E così che inizia la giornata tipo ogni mattina.

Lungo e forte sarà il caffè.

E poi avranno inizio una serie di abitudinari compiti. Bagnare i fiori, perché è con il fresco del mattino che loro rivivono, o almeno così sembra.

Svegliare i figli, preparare la loro colazione. Ritornare a fare quello che si aveva in mente.

Mettere la lavatrice, la lavastoviglie, controllare che il cancello sia chiuso per bene, altrimenti il cane potrebbe scappare.

Organizzare il pranzo e cercare di compiacere tutti, possibilmente con la preparazione di una sola pietanza, massimo due.

Aspirare, stendere il bucato. Si potrebbe ancora fare un giro al mercato, i pomodori sono più gustosi di quelli del supermercato. Ah! questi furbi però, se capiscono che non sei cliente fissa cercano di fregarti. Ritornare a casa.

Apparecchiare, aspettare l’arrivo di tutti.

Intanto la pancia si fa sentire. Cosa fare per non mangiare?… Andare fuori, mettersi in costume e godersi il sole.

Benedetto sia il sole, nel mentre posso scrivere qualcosina; anche se le interruzioni non mancano mai!

Finito il pranzo, la giornata si accorcia, sembra che ogni uno sappia badare a se stesso.

Se tutto va bene, avanzano un po’ di ore senza far niente, ammesso che il sonno conceda questo privilegio.

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Hora 7:00: la cafetera en la hornilla.

Es asì que empieza el dìa cada mañana.

Bien cargadito serà el cafè.

Y despuès tendràn comienzos una serie de tareas de rutina. Regar las flores, que con el fresco de la mañana parecen revivir.

Despertar a los hijos y prepararles el desayuno. Vover a hacer, lo que se tenìa en mente de hacer.

Poner el lavarropas, el lavavajillas, controlar que el portòn de ingreso esteè bien cerrado, sino el perro se podrìa escapar.

Organizar el almuerzo y buscar de complacer a todos, posiblemente con la preparaciòn de un solo plato, al màximo dos.

Aspirar la casa, tender la ropa. Se podrìa todavìa ir a dar una vuelta al mercado, los tomates son mucho màs gustosos que los del supermercado.Ah! èstos vivos, si se dan cuenta que no sos cliente fija, buscan de joderte. Volver a casa.

Poner la mesa, esperar la llegada de todos.

Mientras tanto la panza se hace sentir. Que hacer para no comer? Irse afuera, ponerse la bikini y goderse el dìa de sol.

Bendito sea el sol! Ya que estoy puedo escribir algo, aunque si las interrupciones no faltan nunca.

Terminado el almuerzo, la jornada se acorta, parece que cada uno sabe cuidar di sì mismo.

Si todo va bien, sobran algunas horas, sin tener que hacer nada.

Admitiendo que el sueño conceda èste privilegio.

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Rubrica della domenica: Moda / Agenda del domingo: Moda

In questo libro naturalmente non si poteva non parlare di Coco Chanel, addirittura il Design Museum li dedica due capitoli, più che meritevoli, a chi ha fatto la storia della moda.

Io ho deciso di riportare qui non ” Il tailleur ” che è quello che l’ha consacrata in questo campo e di conseguenza fatta conoscere nel mondo intero.

Vi propongo un altro abito sempre di sua creazione, ma di meno durata e fama.

Spero vi piaccia, chi mi legge sa che sono “Una donna per le donne”, e quindi questo è senza altro l’abito che non poteva mancare!

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1926 L’ABITO IN JERSEY ALLA MASCHIETTA

A metà degli anni venti, tagli maschili e scamiciati corti divennero la divisa delle giovane ed emancipate donne moderne. Con le gambe nude e il loro piglio intraprendente, queste ” maschiette ” si mostravano provocatorie, coraggiose e forti in un mondo dominato dagli uomini. L’abito corto in jersey costituiva una liberazione fisica, il netto rifiuto di sottostare alla tirannia del corsetto, e più praticamente, riduceva i tempi di vestizione alla mattina.

Realizzato in pratico jersey da Coco Chanel ( 1883-1971 ), garantivano comfort e libertà di movimento grazie allo loro linea morbida che rinunciava per sempre al giro vita segnato e a metri e metri di stoffa pesante. La loro semplicità li rendeva facile da confezionare anche a casa, e quindi accessibile ad un vasto pubblico. Ecco perché quello alla maschietta fu uno dei primi stili a uso non esclusivo delle classi più ricche o degli addetti del settore.

Questo look, tuttavia ebbe vita breve, a causa del collasso economico del 1929. E sarebbero passati ben quarant’anni prima che l’orlo della gonna tornasse ad accorciarsi .

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1926: L’abito in jersey alla maschietta di Coco Chanel

2015: Il mio punto di vista dell’abito alla maschietta, con gonna decisamente più corta.

En èste libro naturalmente no se podìa no hablar de Coco Chanel, es màs el Design Museum le dedica dos capìtulos, màs que merecidos a quièn hizo la historia de la moda.

Yo decidì de mostrarles, no el clàsico tailleur, que es lo que la consagrò en èste campo y de consecuencia en el mundo.

Les propongo otro vestido, siempre de su creaciòn, menos duraduro y de fama menor.

Espero que les guste, quièn me lee sabe que soy ” una mujer para las mujeres “, y por lo tanto para mì, èste es el vestido que no podìa faltar!

1926: EL VESTIDO EN JERSEY VARONIL

A mitad de los años veinte, cortes masculinos y casacas cortas se transformaron en el uniforme de las jòvenes y emancipadas mujeres modernas.

Con las piernas desnudas y la mirada audaz, èstas mujeres vestidas a lo varonil se mostraban: provocadoras, corajudas y fuertes, en un mundo dominado por los hombres. El vestido corto en jersey constituìa una liberaciòn fìsica, el profundo rechazo de sotometerse al corset, y practicamente reducìa los tiempos para cambiarse por la mañana.

Realizados en pràctico jersey por Coco Chanel ( 1883-1971 ), èstos vestidos garantizaban libertad de movimiento, gracias al uso de una lìnea liviana que hacìa renunciar definitivamente a una cintura siempre bien marcada, y a metros y metros de tela pesada.Su semplicidad permitìa de confeccionarlos tambièn en casa, y por lo tanto accesesible a un gran pùblico. Es èste el motivo por el cual el vestido a lo varonil, no era sòlo para las altas clases sociales o gente del ambiente.

Desgraciadamente èste look tuvo vida breve, a causa de la crisis econòmica del 1929.

Y pasaràn la belleza de cuarenta años, antes que el dobladillo de la pollera se vuelva a acortar.

Amicizia / Amistad

Delle cose più belle che la vita mi ha regalato,sicuramente ai primi posti c’è la amicizia

Ho rivisto in questi giorni quella amica che mi sono fatta nell’adolescenza e che porto sempre nel cuore, con la quale ho condiviso momenti indimenticabili .

A noi che le parole non servono per capirci, perché ci bastano gli sguardi, e a volte i silenzi, che dicono molto di più.

Dio mi ha concesso la possibilità di incontrarmi con lei dopo anni, ma insieme con la sua presenza ha portato un pochino di tutte le altre ragazze, e un bagaglio di emozioni indescrivibile .

Nei suoi occhi riuscivo a vedere il sorriso di una, lo sguardo dell’altra, la freschezza di tutte. La spontaneità.

Sono una donna fortunata, ho ricevuto il regalo più bello che si possa desiderare: ” La vera amicizia”, che auguro a tutti di incontrare ❤

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De las cosas màs bellas que la vida me regalò, seguramente entre los primeros lugares coloco a la amistad.

Pude volver a ver en èstos dìas a esa amiga que me hice durante la adolescencia, y que llevo siempre en el corazòn, con la cual compartì momentos inolvidables.

A nosotras que las palabras no nos sirven para entendernos, porque nos bastan las miradas, y a veces los silencios, que dicen mucho màs.

Dios me concediò la posibilidad de encontrarme con ella despuès de tantos años, pero no vino sola, junto a su presencia me trajo un poquito de cada una de las demàs y un montòn de emociones.

En sus ojos podìa ver la sonrisa de una, la mirada de otra, la espontaneidad de todas.

Soy una mujer afortunada, recibì el regalo màs hermoso que se pueda desear: ” La verdadera amistad “, que deseo a todos que algùn dìa puedan encontrar.<3

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La rubrica della domenica: Moda / La agenda del domingo: Moda

La rubrica della domenica nasce dal mio interesse, in questo caso per la “Moda”.

In questo momento sto leggendo: “Cinquanta abiti che hanno cambiato il mondo “. Riporterò in questo spazio quelli che a me colpiscono, o comunque secondo il mio gusto che hanno segnato una epoca indimenticabile.

Avventuratevi a seguirmi, o correte a comprare il libro!

La agenda del domingo nace de mi interès, en èste caso por la “Moda”.

En èste momento estoy leyendo: “Cincuenta vestidos que cambiaron el mundo “. Voy a dar prioridad en èste espacio a aquellos que segùn mi gusto impactaron o señaron una etapa inolvidable.

Apresurensè a seguirme, o corran a comprar el libro!

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1915: Gli abiti plissè delphos

Nel 1909 lo stilista spagnolo Mariano Fortuny ( 1871-1949 ) brevettò un particolare metodo di plissettatura della seta, che gli consentì di realizzare lunghi abiti fluenti. Una assoluta novità rispetto agli stretti e opprimenti costumi ottocenteschi, questi abiti morbidi e leggeri permettevano una totale libertà di movimento, pur sottolineando i contorni del corpo femminile.

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  • In foto: tre varianti di abiti plissè di Fortuny 1915
  • Nel 2015 gli abiti plissè si potrebbero portare così.

1915: Los vestidos plissè delphos.

En el 1909 el estilista español Mariano Fortuny (1871-1949 ) patentò un particular mètodo de plisado de la seda, que le permitiò de realizar largos vestidos caìdos, una absoluta novedad respecto a los apretados y oprimentes vestidos del ochocientos, èstos vestidos delicados y livianos permitìan una total libertad de movimiento, mientras marcaban el contorno del cuerpo femenino.

Incontro / Encuentro

Camminava e pensava. E più camminava e più pensava a come sarebbe stata la sua vita, se le cose fossero andate in modo diverso.

Se invece di abbassare la testa e accettare il volere di suo padre, avesse seguito il suo cuore. Il suo cuore che quasi li urlava: Non ti sposare!

A quei tempi le donne non si imponevano, contava molto poco il suo pensiero.

Ugualmente lei poteva fantasticare, adesso era rimasta sola, con quarantacinque anni e senza figli. I tempi erano cambiati.

Certo, lui non era più libero, forse non si ricordava nemmeno di lei. In questi anni mi avrà pensata qualche volta?

Non importa! Dovrei tentare un incontro, vedere com’è adesso, che faccia ha, che marito è diventato.

Così prese il telefono e organizzò un pranzo in campagna, con lui e sua moglie.

Preparò tutto alla perfezione, come era nel suo stile.

Quando li vidi arrivare, le tremarono un po’ le gambe, ma subito si ricompose.

La accoglienza fu calorosa: la moglie era una bella donna e molto elegante nella sua semplicità; lui era tale e quale a come se lo ricordava, con qualche capello bianco adesso.

Si accomodarono in giardino, e quasi per magia si aprì immediatamente il baule dei ricordi. Non fu necessario intrattenerli con racconti banali, tutto veniva da sé.

Presto si resi conto, che la donna dell’uomo che una volta lei aveva amato, era incantevole, sincera e piena d’amore.

Lui confessò davanti ad entrambe che per lungo tempo dopo il matrimonio, di allora la sua amata, avrebbe voluto farla finita; finché un giorno inaspettatamente incontrò quella che oggi e la sua compagna di vita, nonché madre dei suoi figli.

Brindarono alle confessioni, ai ricordi dei vecchi tempi, e soprattutto alla amicizia, che stava nascendo fra le due donne.

Si concluse la giornata nei migliori dei modi, adesso la padrona di casa, aveva ritrovato nel passato la chiave per aprire la porta al presente.

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Caminaba y pensaba. Y màs caminaba y màs pensaba a còmo hubiese sido su vida, si las cosas hubiesen sucedido de otra manera.

Si en vez de bajar la cabeza y aceptar la voluntad de su padre, hubiese seguido a su corazòn. A su corazòn que casi le gritaba: no te cases!

En aquellos tiempos las mujeres no se imponìan, y sus deseos contaban muy poco.

Igualmente ella podìa fantasear, ahora que se habìa quedado sola, con sus cuarenta y cinco años y sin hijos. Los tiempos habìan cambiado.

Claro, èl no era màs un hombre libre, quizàs ni se acordaba de ella. En èstos años me habrà pensado alguna vez?

No importa! Valdrìa la pena intentar un encuentro: ver como es ahora, que cara tiene, que marido es.

Asì que agarrò el telefono y organizò un almuerzo en la casa de campo; con èl y su esposa.

Preparò todo a la perfecciòn, como era en su estile.

Cuando los viò llegar, le temblaron la piernas. Pero enseguida se compuso.

El recibimiento fue caluroso. La mujer era bella y elegante en su simplicidad; èl tal cual como se lo recordaba, con algunos cabellos blancos.

Se acomodaron todos en el jardìn, y casi como por magia se abriò el baùl de los recuerdos. No fue necesario entretenerlos con charlas banales, todo surgìa espontàneamente.

Inmediatamente se diò cuenta, que la mujer del hombre que una vez ella habìa amado, era: encantadora, sincera y llena de amor.

El confesò adelante de ambas, que por mucho tiempo despuès del casamiento, de la de entonces su enamorada, habìa pensado al suicidio; hasta que un dìa inesperadamente conociò a la mujer que hoy es su esposa y madre de sus hijos.

Brindaron a las confesiones, a los recuerdos de los viejos tiempos, y sobretodo a la amistad que estaba naciendo entre las dos mujeres.

Se concluyò el dìa en el mejor de los modos; ahora la patrona de casa no estaba màs sola, habìa reencontrado en el pasado la llave para abrir la puerta del presente.

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Rossetto rosso / Lapiz labial rojo

Indossò il suo tubino nero, come faceva abitualmente quando non era dell’umore adatto.

Mascherò il suo sorriso triste con un bel rossetto rosso.

Ai piedi i suoi tacchi più alti, nei capelli uno chignon.

Era pronta, la commedia poteva iniziare a recitare.

L’unica cosa che non riuscì a dissimulare furono le lacrime che scivolano piano dai suoi occhi, ogni volta che lui baciava lei.

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Se puso su vestido negro adherente, como solìa hacer cuando no se sentìa del humor adapto.

Cubriò su triste sonrisa con una pasada de lapiz labial rojo.

A los pies sus tacos màs altos, en el cabello un rodete.

Estaba lista, la comedia podìa iniciar a recitar.

La ùnica cosa que no pudo disimular fueron las làgrimas que resbalaban despacito de sus ojos, cada vez que èl besaba a ella.

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Cucina Vegetariana / Cocina Vegetariana

Allora non ho molto da dirvi.

Sto finendo di leggere un libro abbastanza di mala voglia, ma non riesco a lasciarlo a metà.

Non è male del tutto; la protagonista, una psicologa in piena crisi dei cinquanta, madre di due adolescenti, anch’essi in crisi, di un altro genero.

Naturalmente i figli, come la maggior parte degli adolescenti a quella età, non sopportano alla madre, soprattutto la ragazza, che pensa di essere completamente incompresa. Il maschio invece ha più problemi riguardo all’amore: verso se stesso, la moda e gli altri uomini.

Del marito se ne parla poco, a quanto pare una brava persona.

E per questo che non vado in libreria, perché sarei tentata di altri mille libri e non finirei di leggere questo disgraziato. Perciò alterno la noia che mi produce con una nuova scoperta, che mi diverte molto di più.

Saranno più o meno tre settimane che sto sperimentando la ” cucina vegetariana “e devo dire che è stata una vera sorpresa.

Se avete letto con attenzione il blog ( altrimenti potete farlo adesso 😉 ), avrete notato che fra i miei interessi, oltre che la lettura c’è la passione sia per l’arredamento che per la cucina.

Adesso sia chiaro, non sono vegetariana, lo faccio più per cercare di mantenere la linea, o almeno ci provo!

Ho iniziato con qualche piatto tanto per cambiare; sempre pasta al ragù, brasato, pollo al forno, scaloppine e così via…

Insomma si arriva al weekend che non si sa più cosa mangiare.

Fortuna che esiste internet, che mi fornisce mille ricette con un solo clic!

Così ho iniziato. La prima settimana tutta da scoprire, tanti termini nuovi; organizzare la spesa in modo diverso, perché se prima le verdure erano le solite, adesso sono molto di più. E poi si aggiungono i cereali, la salsa di soja ( la usavo già prima ). Il punto è che un piatto tira l’altro, e adesso non ho più voglia di smettere, naturale che conoscendomi, questo durerà poco.

Comunque come ho già raccontato, in famiglia non siamo vegetariani, anzi a noi la carne piace, mangiamo in questo nuovo modo solo a pranzo, di sera continuiamo a mangiare le solite cose. Normalmente i carboidrati no li cucino a cena.

Una cosa che mi ha stupita è che quando si dice ” vegetariano “si pensa a due verdurine, chissà che fame.

Beh, non è così. Intanto le verdure sono tantissime e si possono cucinare in modi infiniti, oppure mangiarle crude.

E poi c’è da aggiungere che questo tipo di cucina è molto impegnativo, tanto o più di quella tradizionale.

Con questo ho finito, volevo aggiornarvi sui i miei passatempi.

Vi lascio qualche foto, le ricette non sono mie, la preparazione sì.

Dimenticavo! Il libro si chiama: La meraviglia delle piccole cose (Dawn French ).

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  1. Tortino di verza ripieno di porri e patate, spolverati con zucchine e carote 
  2. Polpettone di verdure con paté di olive fatto in casa.

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  1. Involtini di melanzane ripieni con pomodoro fresco e secco, olive nere e mozzarella
  2. Panino vegetariano caldo: pane di segale e verdure grigliate

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Torta salata, pomodori, mozzarella, basilico e origano.

No tengo mucho para contarles.

Estoy terminando de leer un libro, bastante de malas ganas, pero no puedo dejarlo a mitad.

No es feo del todo: la protagonista es una psicòloga que atraviersa la crisis de los cincuenta, madre de dos adolescentes, tambièn ellos en crisis, aunque si de otro gènero.

Naturalmente los hijos, como la mayor parte de los adolescentes de esa edad, no soportan a la madre; sobre todo la chica, que piensa de ser totalmente incomprendida. El varòn en cambio presenta problemas reguardo al amor; por èl, por la moda, y por los otros hombres.

Del marido se habla poco, a cuanto parece un buen tipo.

Y es por eso que no voy a la librerìa, porque estarìa tentada de otros miles de tìtulos y dejarìa de leer a èste desdichado. Por lo tanto alterno el aburrimiento que me produce con un nuevo descubrimiento, y que me divierte mucho màs.

Seràn màs o menos tre semanas que estoy experimentando la ” Cocina vegetariana “y tengo que reconocer que fue una gran sorpresa.

Si leyeron con atenciòn el blog ( si no lo hicieron estàn a tiempo 😉 ), habràn notado que entre mis intereses, a parte el amor por la lectura, existe la pasiòn por la decoraciòn, la moda y la cocina.

Ahora que les quede claro que no soy vegetariana, lo hago màs para buscar de mantener la lìnea; o al menos pruebo!

Empecè con un plato como para cambiar: siempre pasta con salsa de carne, o carne o pollo al horno, milanesas y asì…

Al final se llega al fin de semana que no se sabe màs que comer.

Suerte que existe internet, que me procura mil recetas con un solo click.

Asì empecè. La primer semana toda de descubrir; muchas cosas nuevas y desconocidas, organizar las compras de modo distinto; porque si antes las verduras eran siempre las mismas, ahora son muchas màs. Y despuès hay que agregar los cereales, la salsa de soja ( ya la usaba antes ). El punto es que un plato tira el otro, y ahora no tengo màs ganas de parar. Aunque si conocièndome, pronto todo se va a terminar.

De todos modos, como ya les contè, en familia no somos vegetartianos, al contrario, a nosotros la carne nos gusta. Comemos en èste modo nuevo al momento del almuerzo, a la noche seguimos como antes. Normalmente los carbohidratos no los cocino para la cena.

Una cosa que me sorprendiò es que: cuando se dice ” vegetariano “se piensa a dos verduritas, quizàs que hambre.

No es asì. En tanto las verduras son muchìsimas y se pueden cocinar en una infinidad de modos, o comerlas crudas.

Y ademàs es justo decir, que èste tipo de cocina requiere mucho empeño y tiempo, igual o màs que el de la cocina tradicional.

Con èsto terminè, querìa informarlos sobre mis pasatiempos.

Les dejè algunas fotos: las recetas no son mìas, la preparaciòn sì.

Ah, me ovidaba! El libro se llama: La maravilla de las pequeñas cosas ( Dawn French ).

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Ali / Alas

Era l’anno duemila. Il sei giugno alle dieci e tredici del mattino, il giorno più bello della mia vita.

Sì, perché sei nata tu. Così piccola, con i tuoi 2,840 Kg., arrivasti a riempirci di gioia.

Ora sono passati gli anni e continui a starci vicino ( anche se un po’ meno di prima ).

Oggi è il tuo quindicesimo compleanno, e una marea di sensazioni e ricordi si affollano nella mia mente.

Inutile dirti che ti vorrei sempre con me. Al tempo stesso ti incollerei delle ali giganti così che tu possa volare il tuo volo più alto, lontano quanto vuoi, non è importante. Perché quello che veramente conta è che non ti fermi, che non ti scoraggi, e che arrivi dove desideri.

Perciò con le lacrime agli occhi e le farfalle nello stomaco, frutto di una forte emozione, prendi come regalo per la vita questo paio di ali immaginarie e fanne buon uso.

Che il tuo percorso abbia inizio, che sia sempre in salita, che sia come lo hai sognato o migliore.

Non prendere tutto sempre troppo sul serio e sorridi tanto, tanto, tanto; semplicemente perché sei bellissima!

Ti auguro felicità, con amore: mamma <3.

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Era el año dos mil. El seis de junio a las diez y trece de la mañana, el dìa màs hermoso de mi vida.

Sì, porque naciste vos. Asì pequeñita, con tus 2,840 Kg., llegaste a llenarnos de felicidad.

Ahora pasaron los años, y seguìs estando cerca nuestro ( aunque si un poco menos de antes ).

Hoy es tu cumpleaños nùmero quince, y un mar de sensaciones y recuerdos se cruzan en mi mente.

Inùtil que te diga que te quisiera siempre cerca mìo. Al mismo tiempo te pegarìa alas gigantes, para que puedas volar tu vuelo màs alto, lejos cuànto quieras, no es importante. Porque lo de verdad cuenta es que no te detengas, que no pierdas el coraje, y que llegues hasta donde lo desees.

Por eso con làgrimas en los ojos y mariposas en el estòmago, fruto de una gran emociòn, te regalo un par de alas imaginarias; que espero sepas usar!

Que tu camino empiece, que sea siempre en subida, que sea còmo lo soñaste o mejor.

No tomes siempre todo muy en serio, y sonrìe mucho, mucho, mucho; simplemente porque eres bellìsima.

Te deseo felicidad, con amor: mamà.

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Sapeva sognare / Sabìa soñar

Voleva un mondo di fantasia, dove tutto si potesse fare.

Ben presto la vita le insegnò che queste cose accadono solo nei sogni.

Non si scoraggiò, anzi! Da allora imparò che si poteva sognare anche da svegli.

Basta solo volerlo.

Capii così che gli egoisti tentarono di svegliarla ad ogni occasione; soltanto perché non erano in grado di sognare.

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Querìa un mundo de fantasia, donde todo se pudiera realizar.

En poco tiempo la vida le enseñò que èstas cosas suceden sòlo en los sueños.

No se desilusionò, para nada! Desde entonces aprendiò que tambièn se puede soñar estando despiertos.

Solo hay que quererlo.

Aprendiò asì que los egoìstas buscaron de despertarla en cada ocasiòn; solamente porque no eran capaces de soñar.

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