Rubrica della domenica: Moda / Agenda del domingo: Moda

In questo libro naturalmente non si poteva non parlare di Coco Chanel, addirittura il Design Museum li dedica due capitoli, più che meritevoli, a chi ha fatto la storia della moda.

Io ho deciso di riportare qui non ” Il tailleur ” che è quello che l’ha consacrata in questo campo e di conseguenza fatta conoscere nel mondo intero.

Vi propongo un altro abito sempre di sua creazione, ma di meno durata e fama.

Spero vi piaccia, chi mi legge sa che sono “Una donna per le donne”, e quindi questo è senza altro l’abito che non poteva mancare!

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1926 L’ABITO IN JERSEY ALLA MASCHIETTA

A metà degli anni venti, tagli maschili e scamiciati corti divennero la divisa delle giovane ed emancipate donne moderne. Con le gambe nude e il loro piglio intraprendente, queste ” maschiette ” si mostravano provocatorie, coraggiose e forti in un mondo dominato dagli uomini. L’abito corto in jersey costituiva una liberazione fisica, il netto rifiuto di sottostare alla tirannia del corsetto, e più praticamente, riduceva i tempi di vestizione alla mattina.

Realizzato in pratico jersey da Coco Chanel ( 1883-1971 ), garantivano comfort e libertà di movimento grazie allo loro linea morbida che rinunciava per sempre al giro vita segnato e a metri e metri di stoffa pesante. La loro semplicità li rendeva facile da confezionare anche a casa, e quindi accessibile ad un vasto pubblico. Ecco perché quello alla maschietta fu uno dei primi stili a uso non esclusivo delle classi più ricche o degli addetti del settore.

Questo look, tuttavia ebbe vita breve, a causa del collasso economico del 1929. E sarebbero passati ben quarant’anni prima che l’orlo della gonna tornasse ad accorciarsi .

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1926: L’abito in jersey alla maschietta di Coco Chanel

2015: Il mio punto di vista dell’abito alla maschietta, con gonna decisamente più corta.

En èste libro naturalmente no se podìa no hablar de Coco Chanel, es màs el Design Museum le dedica dos capìtulos, màs que merecidos a quièn hizo la historia de la moda.

Yo decidì de mostrarles, no el clàsico tailleur, que es lo que la consagrò en èste campo y de consecuencia en el mundo.

Les propongo otro vestido, siempre de su creaciòn, menos duraduro y de fama menor.

Espero que les guste, quièn me lee sabe que soy ” una mujer para las mujeres “, y por lo tanto para mì, èste es el vestido que no podìa faltar!

1926: EL VESTIDO EN JERSEY VARONIL

A mitad de los años veinte, cortes masculinos y casacas cortas se transformaron en el uniforme de las jòvenes y emancipadas mujeres modernas.

Con las piernas desnudas y la mirada audaz, èstas mujeres vestidas a lo varonil se mostraban: provocadoras, corajudas y fuertes, en un mundo dominado por los hombres. El vestido corto en jersey constituìa una liberaciòn fìsica, el profundo rechazo de sotometerse al corset, y practicamente reducìa los tiempos para cambiarse por la mañana.

Realizados en pràctico jersey por Coco Chanel ( 1883-1971 ), èstos vestidos garantizaban libertad de movimiento, gracias al uso de una lìnea liviana que hacìa renunciar definitivamente a una cintura siempre bien marcada, y a metros y metros de tela pesada.Su semplicidad permitìa de confeccionarlos tambièn en casa, y por lo tanto accesesible a un gran pùblico. Es èste el motivo por el cual el vestido a lo varonil, no era sòlo para las altas clases sociales o gente del ambiente.

Desgraciadamente èste look tuvo vida breve, a causa de la crisis econòmica del 1929.

Y pasaràn la belleza de cuarenta años, antes que el dobladillo de la pollera se vuelva a acortar.

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