Tattica / Tàctica

Non era meno turbata di altre volte.

Aveva imparato l’arte di tacere.

Se ne stava lì tranquilla con i suoi pensieri, impenetrabile.

Ogni tanto ascoltava le chiacchiere delle amiche, che le arrivavano alle orecchie come il canto di un uccellino.

Sapevano di cosa parlavano? Si ascoltavano veramente? A lei sembrava di no. Ogni una parlava per sé, finita una voce iniziava l’altra, come in una gara: ” Lo importante era partecipare “.

Così tante diversità fra di loro, eppure non si immaginava un pomeriggio senza quel ronzio.

Erano il suo recinto, finché c’erano loro, lei sarebbe rimasta ad osservarle, studiarle, a memorizzarle. In silenzio perché le riusciva più semplice.

E quella era la sua tattica.

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No se sentìa menos preocupada de otras veces.

Habìa aprendido el arte de callar.

Se quedaba ahì, tranquila con sus pensamientos, impenetrable…

Cada tanto escuchaba las charlas de las amigas, que le llegaban al oìdo còmo el canto de un pajarito.

Sabìan de què hablaban? Se escuchaban de verdad? A ella le parecìa que no. Cada cuàl hablaba di sì misma; cuando terminaba una voz, empezaba otra, como en una competiciòn: ” Lo importante era participar “.

Tanta diversidad entre ellas, igual no se imaginaba una tarde sin ese zumbido.

Constituìan su recinto, mientras estaban, ella permanecìa a: observarlas, estudiarlas y memorizarlas. En silencio porque le resultaba màs simple.

Y esa era su tàctica.

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Frammenti di lettere di Virginia Woolf alle sue amiche

Scriverò questo articolo solo in italiano, mi perdoneranno i lettori di lingua spagnola, ma credo che non renderei giustizia alle lettere di Virginia, con una mia così precaria traduzione. Ho scelto dei passaggi, perché non voglio privarvi della lettura completa, se mai foste interessati, il libricino si chiama: ” Tutto ciò che vi devo “.

Pare che oltre ad essere una grande scrittrice fosse un’amica senza uguale.

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A Violet Dickinson ( 4 maggio? 1903 )

Tutti gli Stephen sono egocentrici per natura; prendono più di quel che danno, ma una volta che capisci questa cosa, e che non è possibile cambiarli, puoi comunque andarci piuttosto d’accordo.

La Tua Sparroy ( a volte si firmava così con le amiche )

A Madgen Vaughan ( 1 dicembre 1904 )

Come mi piace essere adulata! Non ho mai pensato di negarmi il piacere della scrittura anche quando questo potrebbe recar danno alla morale pubblica! A dirla tutta sono abbastanza presuntuosa da ritenere che il pubblico farebbe meglio a leggere me piuttosto che autori di maggior successo. ” Genio” non è una parola da buttar lì senza pensarci; e mi fa un piacere enorme, e a volte qualcosa più del piacere, che tu possa trovare in me una scintilla. Non sono un buon giudice, da un momento all’altro cambio opinione e, di attimo in attimo, mi pare che il mio talento sia di primo, di terzo o di infimo ordine.

Se posso non essere certa delle capacità del mio cervello, non ho dubbi sulle facoltà del mio cuore- e una forte affezione per certe persone, ad esempio per te…

La Tua AVS

A Madge Vaughan ( metà dicembre 1904 )

Il mio vero piacere di scrivere recensioni consiste nel dire cattiverie; e finora ho dovuto ( essere ) rispettosa.

La Tua affezionata AVS

A Nelly Cecil ( lunedì, gennaio 1907 )

Perché sul cibo ci sono così tante riflessioni, e così poca letteratura? Penso che potrebbe sorgere una nuova scuola, con nuovi aggettivi e nuovi epiteti, e una strana e affascinante sensibilità, qualcosa di completamente inedito. Come sono generosa!

Avrei potuto non dirti niente di questa bella idea!

Penso davvero che dovresti metter mano a un romanzo: sai scrivere lettere, che è molto più difficile.

Tua AVS

A Katharine Arnold-Forster ( 12 agosto, 1919 )

Carissima Ka,

è ovvio che la letteratura è l’unico mestiere al contempo spirituale e umano. Persino la pittura porta all’ottusità, e la musica solletica la sensualità, mentre al contrario più scrivi e più diventi una persona migliore.

Tua V.W

A Vita Sackville-West ( 16 marzo, 1926 )

Lo stile è una faccenda molto semplice, è tutta una questione di ritmo. Una volta trovato questo, non puoi sbagliare le parole.

Poi c’è la mia indole ( capisci quanto sono egoista, poiché rispondo solo a domande che riguardano me ) Hai ragione: sono incapace di ogni allegra volgarità. Ma del resto pensa a come sono stata cresciuta! Niente scuola; ciondolavo da sola tra i libri di mio padre senza l’occasione di partecipare alle schermaglie tra compagni di classe: le palle lanciate, le prese in giro, lo slang, le parolacce; le scenate; le gelosie…; solo zuffe con i miei fratellastri e scarpinate con mio padre intorno al Serpentine. Ma sono tutte scuse: sono ben consapevole di questa mia mancanza, ma non ci è passato anche Proust? E tu? Sei in grado di prenderti gioco di una tavolata di ufficiali?…

Tua V:W

A Vita Sackville-West ( domenica, 28 febbraio 1927 )

Non sembra anche a te che le amicizie siano come lunghe conversazioni, continuamente interrotte, ma che con ogni persona girano sempre intorno a uno stesso argomento?

Tua Virginia

A Vita Sakville-West ( 30 agosto 1928 )

Per diversi giorni sono stata così annientata dalla vita sociale che la scrittura è stata solo un sogno, l’attività di un’altra donna tanto tempo fa. (…)

Sono felice perché questo è l’agosto più bello che io ricordi; le colline sono così brune e grigie, e i prati sono così…ho dimenticato come sono.

Ti prego scrivi il tuo romanzo, e allora entrerai nel mondo irreale, dove vive Virginia, che, povera lei, non può vivere da nessun’altra parte. ( … )

Tua

( e firma disegnando un potto,

una sorta di lemure.

“Bosman’s Potto” era uno

dei suoi soprannomi con Vita )

A Ethel Smyth ( 27 febbraio 1930 )

Dio maledica questi dettagli clinici! -L’influenza che mi possiede è particolarmente nociva per quello che viene chiamato il sistema nervoso; e avendone dei mio uno di seconda mano, già usato da mio padre e dal padre di mio padre per spedire dispacci e scrivere libri-quanto vorrei che fossero stati semplici cacciatori e pescatori-

La Tua Virginia

A Ethel Smyth ( domenica 17 marzo, 1930, ripresa )

E poi mi tocca sentirmi dire che ho una bella prosa! Come posso avere una bella scrittura se il mio scopo è quello di esprimere con la maggiore esattezza possibile qualcosa che non sia mai stato detto, che deve essere detto per la prima volta. E quindi rinuncio alla bellezza, la lascio come fosse un dono per la prossima generazione.

La Tua Virginia

A Ethel Smyth ( domenica 6 aprile 1930 )

Di santo, Ethel, hai proprio ragione. Sono un’intellettuale fatta e finita, e non so niente di me stesa, e a te, col tuo acume e la tua sottigliezza, è bastato fare un passo nella mia vita per accorgertene all’istante. ( … )

Immagino che, pur essendo priva di una vera educazione, sono per natura quella razza gretta, ascetica e puritana, oh che strazio!

Mi piace vedere una mano che stringe un appunto accartocciato spuntare da sotto un plaid, in treno.

Ecco la vita, mi dico. E io ne sono solo spettatrice. L’altro giorno mi è capitato di leggere un mio vecchio articolo e di scoppiare in un ” mio Dio “, quanto è pedante questa donna! Dovrei andare più spesso alle feste, magari mi aiuterebbe. Però odio vestirmi elegante ed entrare nelle stanze. ( … )

Virginia

A Ethel Smyth ( 15 agosto 1930 )

Da voi voglio l’illusione…dovette far sì che il mondo mi danzi davanti agli occhi.

Non basta sedere in giardino con un libro o collezionare fatti. Ci deve essere questo continuo sventolio e picchiettio-certo da Leonard ne ricevo in abbondanza, ma non è la stessa cosa- Santo cielo quante cose desidero…

V.

A Ethel Smyth ( 7 aprile 1931 )

Non c’è ragione per la felicità, non ce ne è proprio: e forse per questo non si la nomina mai, e si parla sempre solo di quell’altro stato d’animo che è facile far sembrare ragionevole. ” Sono la donna più felice d’Inghilterra ” ho detto ieri a Leonard, così, senza motivo; ma avevamo panini caldi a colazione e il gatto si era mangiato il pollo.

E sono la donna più egoista-no, forse, con rispetto parlando, questa gara la vinci tu. E la tua spavalderia che invidio, non la tua supposta generosità. ( … )

A Vanessa Bell ( 1 giugno 1931 )

Abbiamo avuto una conversazione varia e animata e mi hanno compatito per le mie lacune in aritmetica. ( … )

B

A judith Stephen ( 2 dicembre 1939 )

Eppure mi convinco ogni giorno di più che abbiamo il dovere di catturare Hitler a casa sua e infilzarlo ben bene foss’anche solo con il pennino di una vecchia stilografica. ( … )

V.W

A Ethel Smyth ( 1 febbraio 1941 )

Ti ho raccontato che sto leggendo in ordine cronologica la letteratura inglese? Quando sarò arrivata Shakespeare, saremo già sotto i bombardamenti. Mi sono allestita un’ultima scena niente male: leggendo Shakespeare, con la maschera antigas scordata da qualche parte, perderò i sensi a poco a poco, dimentica di tutto…

V.

Ovviamente le lettere sono più lunghe, e non abbiamo le domande che ponevano i suoi destinatari, quindi bisogna usare la immaginazione.

Essere amici e amiche di Virginia Woolf significava rischiare un giorno di ritrovarsi in una qualche figura dei suoi romanzi, ma anche dover leggere le sue opere, sempre splendide, ma speso non facili.

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In fotografia: lo scrittoio che suo marito Leonard Woolf fece costruire perché lei potesse anche scrivere in piede.

Accanto una delle tante foto che girano nel web.

Rubrica della domenica: Moda / Agenda del domingo: Moda

1974: L’ABITO IN MAGLIA FANTASIA DI MISSONI

La coppia di stilisti e coniugi che ha creato la celeberrima casa di moda, Ottavio ( 1921 ) e Rosita ( 1932 ) Missoni, è passata alla storia per aver trasformato la maglieria in una forma d’arte. Ciononostante, entrambi si fanno da sempre promotori di un look informale: per quanto preziosi, infatti i loro abiti multicolori presentano un taglio semplice e sono comodi da indossare, motivo per cui hanno mantenuto il loro fascino di generazione in generazione e hanno resistito a numerosi cambiamenti di stile.

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Fotografie:

Una straordinaria combinazione di linee geometriche, deliziosi dettagli e colori vivaci rende questo classico completo Missoni di metà anni Settanta un vero capolavoro.

Un finto Missoni indossato da me, con meno colori, ma pur sempre con le linee caratteristiche  del loro inconfondibile stile.

1974: EL VESTIDO TEJIDO DE MISSONI

La pareja de estilistas que creò la famosa casa de moda, Octavio ( 1921 ) y Rosita ( 1932 ) Missoni, pasò a la historia por haber transformado las prendas tejidas en una forma de arte. Sin embargo, ambos desde siempre son promotores de un look informal: por cuànto preciosos, sus vestidos multicolores presentan un corte simple y son còmodos de usar, motivo por el cual mantuvieron intacto su fascino de generaciòn en generaciòn y resistieron a los numerosos cambios de estile.

Pelle di pesca / Piel de durazno

Accarezzava la sua pelle nuda, come si accarezza una pesca appena sbucciata.

Sentiva la  morbidezza e anche il profumo della sua giovinezza.

Mentre le sue mani scorrevano lente lungo la sua schiena, lei gli sussurrò piano tutto il suo amore.

Era questa la felicità? Se non lo era, poteva solo significare una cosa: aveva fatto un sogno, un bellissimo sogno.

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Acariciaba su piel desnuda, como se acaricia un durazno apenas terminado de pelar.

Sentìa la suavidad y tambièn el perfume de su juventud.

Y mientras sus manos se deslizaban lentamente sobre su espalda, ella le susurrò al oìdo todo su amor.

Era èsta la felicidad? Si no lo era, podìa sòlo significar una cosa: habìa hecho un sueño, un bellisimo sueño.

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Lungomare / Paseo marìtimo

La più triste di tutte le verità la avrebbe scoperta il giorno del suo compleanno.

Quando una telefonata anonima la invitò ad avvicinarsi alla passeggiata sul lungomare per vedere con i suoi occhi, ciò che il cuore da tempo aveva capito.

Non sapeva si poteva fidarsi della sconosciuta voce. E se fosse stata vittima di uno scherzo?

Ah! Quanto le sarebbe piaciuto… Invece mentre il rumore del mare la cullava e la tranquillizzava; ecco che li vidi: abbracciati, spensierati e innamorati.

Voltò le spalle senza dire niente, dignitosamente proseguiva.

Davanti a sé vedeva una vita nuova e lunga, proprio come il lungomare.

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La màs triste de todas las verdades la habrìa descubierto el dìa de su cumpleaños.

Un llamado anònimo la invitaba a que se acercara al paseo marìtimo para ver con sus ojos, lo que su corazòn desde tiempo ya habìa entendido.

No sabìa si podìa confiarse de la desconocida voz al telefono. Y si hubiese sido vìctima de una broma?

Ah! Còmo le hubiese gustado…  Y mientras  el ruido del mar la acunaba y la tranquilizaba; eco que los viò: abrazados, despreocupados y enamorados.

Se diò vuelta sin decir nada y dignamente siguiò. Desde ahora delante de ella veìa una vida nueva y larga, igual que el paseo marìtimo.

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Rubrica della domenica: Moda / Agenda del domingo: Moda

1968 L’ABITO DI CARTA

Nel 1966 nell’ambito di una intelligente operazione di marketing, la ” Scott Paper Company “, leader mondiale nella produzione di carta igienica e affini, creò un abito di carta a basso costo.

L’abito era realizzato in Dura Weve, uno speciale tipo di carta rinforzata con rayon e utilizzata per prodotti medicali e tute protettive. La sua struttura priva di forma non aveva molta importanza, poiché ciò che rappresentava era la possibilità di comprare a go-go senza dilapidare il conto in banca. Con somma sorpresa di tutti, gli abiti di carta vennero venduti a decine di migliaia.

Era nato un trend passeggero, e proprio come le posate di plastica si usavano una volta e poi si gettavano via.

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FOTOGRAFIE:

  • Il  mio vestito in carta crespa
  • Due varianti di abito di carta, che mostravano come il materiale potesse essere adatto a una gran varietà di stili e fantasia.
  • Il mio completo, molto estivo fatto a due pezzi, in 15′ al costo di 2 euro, seguendo la moda di questo estate, gonna a vita alta e fascia, dal colore decisamente acceso.

1968: EL VESTIDO DE PAPEL

En el 1966 una inteligente operaciòn de marketing dirigida por la empresa de papel ” Scott Paper Company “, lìder mundial en la producciòn de papel higiènico y afini, creò un vestido de papel a bajo precio.

El vestido estaba realizado en Dura-Weve, un tipo de papel especial reforzado con rayon que se utilizaba para productos mèdicos y trajes de producciòn. Su estructura estaba privada de formas especiales, pero poco importaba, porque el principal objetivo era hacer que la gente comprara, sin necesidad de que la cuenta en el banco quedara en rojo.

Para gran sorpresa de todos, los vestidos fueron vendidos a decenas de miles.

Habìa nacido una tendencia pasajera; una vez usados èstos vestidos se tiraban, de la misma manera que los cubiertos de plàstico.

Riflessione 37 / Reflexiòn 37

Pare che oggi sia il giorno del mio 37 compleanno.

No, non piango.

Vi racconterò solo che da piccola non amavo festeggiare il mio compleanno, e andavo pochissimo anche quello delle mie amiche; di solito portavo il regalo prima. Perché? Non lo so ancora.

Naturalmente il tempo passa e anche noi cambiamo. Adesso festeggio ogni cosa, ed ecco perché all’improvviso il compleanno diventa importante.

Purtroppo la vita fa i suoi scherzi, quando uno inizia ad apprezzare le persone che contano veramente, non ci sono più!

Mamma, papà e qualcun altro, spero la su. Le mie sorelle in Argentina, i miei più cari amici anche, gli altri per loro fortuna, in vacanza.

Destino vuole che compia gli anni di martedì, così mio marito lavora, mia figlia più grande meno male che è in vacanza e per ora c’è, il più piccolo non capisce ancora cosa succede.

Cosa voglio dirvi con tutto questo?

Che la vita passa in fretta, che improvvisa, che quando te ne accorgi di quello che ti importa, non c’è più!

Per il resto, vi auguro di godervi ogni cosa, la più piccola, la più insignificante. E per non far arrabbiare la signora felicità, vi consiglio di stare attenti a chi vi sta accanto ogni giorno… Vi tengo d’occhio 😉

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Fotografia: la bimbetta in braccio alla sua bella mamma sono io, quella in piedi sulla sedia, mia sorella più grande. Invece l’uomo è mio zio, penso che mio padre abbia scattato la fotografia. Mia sorella più piccola non era ancora in programma a quei tempi.

Parece que hoy es mi cumpeaños nùmero 37.

No, no lloro.

Les voy a contar solamente que cuando era chica, no me gustaba festejar mi cumpeaños, e iba pocas veces a los de mis amigas, normalmente les llevaba el regalo antes. Por què? No lo sè todavìa.

Naturalmente el tiempo pasa y nosotros tambièn cambiamos. Ahora festejo cada cosa, y es por eso que al improviso el cumpleaños se volviò importante.

Desgraciadamente la vida no te espera, cuando uno empieza a apreciar a las personas que de verdad cuentan, esas no estàn màs!

Mi mamà, mi papà y algùn otro, espero allà arriba.Mis hermanas en Argentina, mis amigos de siempre tambièn, los que vinieron con el tiempo, por suerte para ellos, de vacaciones!

Como si fuera poco el destino quiere que cumpla los años un martes, entonces: mi marido trabaja, mi hija màs grande por suerte està de vaciones y por ahora està, el màs chiquito apenas se dà cuenta de lo que lo rodea.

Que quiero decirles con todo èsto?

Que la vida pasa ràpido, que improvisa,que cuando se dan cuenta de lo que les importa, ya no està màs!

Por el resto les deseo de gozarse cada cosa, desde la màs chica a la màs insignificante.

Y para no hacer enojar a la señora felicidad, les aconsejo de ser cuidadosos con los que tienen a su lado cada dìa.Los estoy teniendo de ojo. 😉

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Rubrica della domenica: Moda / Agenda del domingo: Moda

1961: IL TUBINO NERO- HUBERT DI GIVENCHY

Il tubino nero è un capo di vestiario semplice e al contempo chic, che non dovrebbe mai mancare in nessun guardaroba che si rispetti.

Ideato da Coco Chanel e reinterpretato da quasi tutti gli stilisti.

L’esempio più notevole è l’abito indossato da Audrey Hepburn in :  Colazione da Tiffany “( 1961 ) e disegnato da Givenchy ( 1927 ).

Un abito che dice tutto senza mai ostentare, una sorta di divisa che dona a chi lo indossa un’aria riservata e sofisticata.

Curiosità: Givenchy disegnò l’abito conoscendo bene l’attrice.

In seguito raccontò che a prima vista gli era sembrata una creatura delicata.

Per la sua bellezza da monella e la fragile corporatura, la Hepburn poteva apparire vulnerabile, ma grazie a questo abito lo stilista raggiunge la giusta via di mezzo tra forza ben dosata e raffinata sensualità.

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Fotografie:

  1. Audrey Hepburn con il tubino nero lungo indossato in Colazione da Tiffany
  2. Io, con il tubino nero di Marciano Guess, trattando di imitare Audrey ( da notare che io non ho un fotografo a disposizione, autoscatto cellulare )
  3. Il tubino nero di Givenchy, 1961 , sempre per il film Colazione da Tiffany.

1961: EL VESTIDO NEGRO- HUBERT DI GIVENCHY

El vestido negro es una prenda de vestuario simple y al mismo tiempo chic, que no tendrìa que faltar en ningùn ropero que se respete.

Ideado por Coco Chanel y reinterpretado por casi todos los estilistas.

El ejemplo màs notable es el vestido que usò: Audrey Hepburn en ” Breakfast at Tiffany “( 1961 ) y diseñado por Givenchy ( 1927 )

Un vestido que dice todo sin ostentar, un tipo de uniforme que regala a quièn lo viste un aire reservado y sofisticado.

Curiosidad: Givenchy diseñò èste vestido conociendo muy bien a la actriz.

Màs tarde habrìa dicho que a primera vista le habìa parecido una creatura delicada.

Por su belleza, por su aire travieso y su cuerpo fràgil, la Hepburn podìa aparecer vulnerable; y es gracias a èste vestido que el estilista logra la justa combinaciòn de fuerza bien medida y refinada sensualidad.

Decappottabile/ Convertible

Sulla cinquantina, capelli bianchi, di grande fascino.

Vestito elegantemente, ogni dettaglio nel suo abbigliamento è curato nei particolari.

Ralph è un’ uomo all’antica.

Tutti i sabato mattina tira fuori dal garage la sua decappottabile, lucidata alla perfezione. E il giorno della settimana che dedica a un giro di piacere. Velocità, vento in faccia e paesaggi mozzafiato; sono le cose che ama.

La sua vita scorre lenta, senza una compagna, senza figli e con pochissimi amici, che ormai frequenta sempre più raramente.

Si concede dopo i suoi abituali giri, una colazione in un’osteria come si deve, preferibilmente all’aperto, sotto l’ombra di un pergolato, e ordina il solito: piccione e del buon vino.

Niente dolce. Caffè e poi scapperà, passando completamente inosservato, proprio come succede ogni giorno.

La sua macchina e lì ad attenderlo con fedeltà.

Farà ritorno a casa godendosi il panorama, adesso più lentamente.

Una volta arrivato si servirà dell’ottimo Bas Armagnac, e penserà prima di andare a dormire, che il prossimo sabato è già meno lontano.

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Sobre los cincuenta, cabello blanco y de grande fascino.

Vestido elegantemente, cada detalle en su ropa està estudiado en sus particulares.

Ralph es un hombre a la antigua.

Todos los sàbados por la mañana saca del garage su convertible, encerada a la perfecciòn. Es el dìa de la semana que se dedica a dar una vuelta de placer. Velocidad, viento en la cara y paisajes extraordinarios; son las cosas que ama.

Su vida corre lenta, sin compañera, sin hijos y con poquisimos amigos, con las cuàles se frecuentan siempre màs raramente.

Se concede despuès de haber dado sus vueltas, un almuerzo en una taberna, de esas que ya casi no existen, preferiblemente afuera, abajo de la sombra de una pèrgola, y ordena lo de siempre: paloma y un buen vino.

De postre nada. Cafè y despuès se irà, pasando completamente inadvertido, como sucede todos los dìas.

Su auto està ahì que lo espera con fidelidad.

Regresarà a casa gozàndose el panorama, ahora màs lentamente. Una vez llegado se servirà del òptimo Bas Armagnac y pensarà, antes de irse a dormir, que sàbado pròximo ya està menos lejos.

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Gioco, domande e risposte…

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Ops! Sono stata nuovamente nominata, questa volta da A Place For My Head.

Allora le regole sarebbero le seguenti:

  • Usare la immagine qua sopra
  • Rispondere alle 10 domande
  • Nominare altri 10 blog
  • Porre 10 domande a questi blogger.

Io ringrazio chi mi ha nominata, non nominerò nessuno, perché non seguo tantissimi blog, perché altrimenti mi concentro su nessuno. Comunque in generale do un’occhiata a tutti! 😉

  1. Come nasce la idea del tuo blog?Non lo so, credo che essendo una che passa tanto tempo su internet, era solo questione di tempo; e poi mi piace mettermi in gioco.

 2. Hai mai realizzato o vorresti avere un vlog su you tube?

Sì certo. Purtroppo la tecnologia mi batte 😦

3. Se potessi creare un altro blog quale argomento tratteresti? 

Intanto posso, solo che ci va tanto tempo dietro a un blog. Comunque credo che : cucina, moda. Come vedete campi molto simili fra di loro.

4. Preferisci scrivere o leggere?

Leggere

5. C’è un attore o attrice famosa che proprio non sopporti?

No!

6. Qual’è il genere cinematografico che aboliresti definitivamente?

Non mi piacciono gli horror, ma da qui ad abolirli…

7. C’è un film che ti piace particolarmente?

No

8. Cinema, televisione o radio. Se potessi salvare uno di questi tre media, quale salveresti?

Cinema

9. Ritieni che il panorama cinematografico sia particolarmente saturo? E se sì, per quale motivo?

Credo di sì, troppo di tutto di poca qualità.

10. Se avessi la possibilità di esprimere un desiderio, quale sarebbe?

Beh, se lo dico che desiderio sarebbe!