Analisi del 2015

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ebbene sì è giusto che sappiate questi dati:

Gli articoli più letti:

  • Frammenti di lettere di Virginia Woolf ( luglio 2015 )
  • E tu di che ti vanti / E tù de què te jactas ( novembre 2015 )
  • Rubrica della domenica ( giugno 2015 )
  • Un anno di blog ( novembre 2015 )
  • Il futuro / El futuro ( dicembre 2015 )

L’articolo con più commenti fu: Galateo / Etiqueta

 

I miei commentatori:

  • Dora Buonfino

  • Piero

  • Gigifaggella

  • Guido Sperandio

  • Dama con il cappello

44 paesi hanno visitato il blog in tutto!

I principali:

  • Italia

  • Stati Uniti

  • Argentina

Grazie di esistere, siete sicuramente il lato positivo del mio anno 2015. Besitos!

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.400 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 4 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

2015

Il 2015 se ne va lasciandomi l’amaro in bocca.

Si, perché questo è ciò che succede a chi da sempre troppo.

Vieni lasciato in disparte, all’ angolo, in punizione; tanto poi si dimentica.

Solo che io non ho più voglia di dimenticare certe batoste, per quanto insignificanti possano sembrare ad occhi e orecchie altrui.

Forse mi sbaglio, ma penso di non meritarlo.

Ma tranquilli, ci vuole molto di più di un semplice sassolino per abattere una rocca.

 

Annotazioni: non aggiungo imagini perché wordpress non me li fa caricare.

Auguro a tutti voi un bellissimo anno!

 

El 2015 se va dejàndome el amargo en boca.

Sì, porque èsto es lo que pasa cuando damos demasiado.

Venimos apartados, puestos en el rincòn, en castigo, total despuès nos olvidamos.

Solo que yo no tengo màs ganas de ovidarme de demasiadas cosas, por cuànto insignificantes puedan parecer, a los ojos y oìdos de los demàs.

A lo mejor me equivoco, creo de non merecerlo.

Pero tranquilos, sirve mucho màs que una piedrita para derrumbar una roca.

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Panettone/ Pan dulce

E una parte delle feste se ne sono andate. Meno male! penso dentro di me.

Una volta non mi piaceva mangiare, adesso si.

Sarà che divento vecchia, comunque per sentirmi meno in colpa ho fatto ginnastica un giorno si, e un giorno no. Niente da fare!

Quella pancetta da donna che ha superato i trenta, ormai da sette anni ( per non dire che mi avvicino ai quaranta ), non ne vuol sapere di prendersi una vacanza.

E così mi tiene compagnia giorno e notte, quella maledetta.

Però oggi quando sono andata al supermercato non ho resistito al panettone al cioccolato, e adesso e lì che mi guarda, mi chiama, mi vuole!

Io le resisto.

Ho sempre bevuto il caffè senza dolci e con mezzo cucchiaino di zucchero di canna; ed così dovrebbe continuare ad essere. Però il panettone è sempre lì.

Intanto mentalmente mi preparo alla nuova settimana e manca già poco a giovedì, di nuovo cibo, bevande, ecc.; ed io sono ancora gonfia.

Però non si finisce mai un’anno lasciando le cose in sospeso dicono, vero?

Credo che il panettone abbia i giorni contati.

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Y una parte de las fiestas se fueron. Menos mal! pienso dentro de mì.

Una vez no me gustaba comer, ahora sì.

Serà que me estoy poniendo vieja; para sentirme menos en culpa hice gimnasia un dìa sì, y un dìa no. Nada que hacer!

Esa pancita de mujer que superò los treinta hace ya siete años ( para no decir que me acerco a los cuarenta ) no quiere saber nada de tomarse unas vacaciones.

Y asì me hace compañìa dìa y noche la maldita.

Per hoy cuando fuì al supermercado no pude resistir al pan dulce al chocolate; y ahora està ahì que me mira, me llama, me quiere!

Yo, resisto.

Siempre tomè el cafè sin comer dulces, con solo mitad cucharadita de azùcar de caña, y asì tendrìa que seguir siendo. Solo que el pan dulce sigue estando ahì.

Mientras tanto mentalmente me preparo a la nueva semana, me doy cuenta que falta ya poco al jueves; de nuevo comidas, bebidas, postres, y yo estoy todavìa hinchada.

Dicen que no se termina un año dejando las cosas suspendidas, verdad?

Creo que el pan dulce tiene los dìas contados.

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C’era una volta… / Habìa una vez…

C’era una volta una donna che non si rassegnava a non festeggiare più il Natale soltanto perché la fanciullezza e la innocenza la avevano abbandonata.

Quando passeggiava per le strade della città ascoltava le conversazioni delle altre persone: tutte disincantate, tristi; che dicevano che quel giorno avrebbero mangiato, perché quello era diventato ormai il Natale.

Ma che tristezza! pensò allora lei. Come è possibile che succeda questo?

La nostra cara signora quando iniziava il mese di dicembre irradiava di una luce tutta sua, si sentiva di buon umore: cantava, ballava, decorava la casa; coinvolgendo anche tutta la famiglia, anzi, soprattutto!

Girava per i mercatini alla ricerca di novità, di piatti per abbellire la tavola la sera della Vigilia, di candele; e di quanto vi possiate immaginare.

Preparava deliziosi biscotti con i suoi figli e raccontava storie di slitte, di un uomo con la barba bianca che portava regali a la casa dei buoni; e di aiutanti particolari vestiti in modo bizzarro.

E poi repentinamente cambiava argomento, ricordava i suoi natali da bambina passati al caldo, e diceva che quelli con la neve sono di gran lunga più incantevoli; anche se lei non è più piccina…

Così il mese più bello dell’anno trascorreva velocemente e la nostra protagonista si riempiva lo spirito di polvere magica, disinteressandosi completamente a quei tristoni che la guardavano con l’aria da bambini troppo cresciuti. Sentiva voglia di offrirgli una fetta stellata di panettone, poi lasciava perdere.

Chissà pensava, forse quando lo scampanellio  annuncerà la nascita del bambino Gesù, anche loro guarderanno il cielo o semplicemente gli occhi di chi è accanto, e lì, solo in quel momento capiranno che la magia non è mai finita, che vive nei cuori di chi come lei crede.

Brillante Natale a tutti!

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Habìa una vez una mujer que no se resignaba a no festejar màs la Navidad sòlo porque la niñez y la inocencia la habìan abandonado.

Cuando paseaba por las calles de la ciudad escuchaba las conversaciones de las otra personas: todas desencantadas, tristes, que decìan que ese dìa iban a comer algo, porque eso era la Navidad.

Què tristeza! pensò entonces ella. Còmo es posible que suceda èsto?

Nuestra querida señora cuando llegaba el mes de diciembre irradiaba de luz propia; se sentìa de buen humor: cantaba, bailaba, decoraba la casa, involucraba a toda la familia, sobre todo a ellos!

Recorrìa las fieras a la bùsqueda de novedades, de platos para embellecer la mesa de Nochebuena, de velas y de todo lo que se puedan imaginar.

Preparaba deliciosas masitas junto a sus hijos y narraba historias de trineos, de un hombre con la barba blanca que llevaba regalos a la casa de los buenos, y de ayudantes particulares vestidos en modo gracioso.

Y despuès cambiaba argumento y recordaba sus navidades de niña, pasadas al calor; y decìa que esas con la nieve son mucho màs encantoadoras, aunque si ella ya non es màs pequeña…

Asì el mes màs bello del año transcurrìa velozmente y la nuestra protagonista se llenaba el espìritu de polvo màgico, desinteresàndose completamente a esos tristones que la miraban con la superioridad de los chicos demasiado crecidos. A veces le venìan ganas de ofrecerle un pedazo estrellado de pan dulce, despuès abandonaba la idea.

Quizàs pensaba, a lo mejor èsta noche cuando sientan el sonido de las campanas que anuncian el nacimiento del niño Jesùs, tambièn ellos miraràn al cielo, o simplemente a los ojos de quièn les està al lado, y ahì en ese momento, sòlo ahì entenderàn que la magia nunca terminò, que vive en los corazones de quièn como ella cree.

Brillante Navidad a todos!

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Love winter tag!

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Sono stata nominata per partecipare a questo tag da Chiara di https://chiarachiarissima.wordpress.com, ringrazio lei per aver pensato a me e partecipo volentieri perché è da un po’ che non ne faccio uno e oggi ho un po’ di tempo, prima del caos natalizio!

Ricordo inoltre che questo tag è stato ideato da Laura di https://raccontidalpassato.wordpress.com

Le regole sono:

  • Usare la immagine
  • Ringraziare chi vi ha nominato e chi ha ideato il tag: grazie Chiara e Laura!
  • Nominare quanti blog e blogger desiderate

Domande:

1-Elenca i motivi per cui ti piace l’inverno.

L’inverno non è proprio la mia stagione, comunque trovo che di positivo abbia: il buon cibo ( anche se un po’ pesante ), le feste ( Natale, Capodanno, Epifania ), ci si può gustare dei caffè o aperitivi in locali storici pieni di fascino.

2-Qual è il film che ti fa entrare nella clima di questa stagione?

Guardo poca televisione, devo dire che in coincidenza con l’inverno solitamente passano i soliti film natalizi, molto carini insieme alla famiglia, altrimenti qualunque commedia per me va bene.

3-Qual è il libro che ti fa più sentire in sintonia con questa stagione?

Sicuramente Canto di Natale, di Dickens; che puntualmente regalo ogni anno.

4-Un posto che ti piacerebbe visitare di inverno.

Se potessi permettermelo viaggerei sempre, senza tener conto della stagione; comunque credo che Londra mi piacerebbe sotto le feste: le grandi sale da thè, lo shopping natalizio, il lustro di una grande capitale.

5-Qual è il piatto che preferisci mangiare di inverno?

Premesso che sono una mangiona, e quindi è difficile scegliere uno solo, amo le minestre di legumi e vellutate, fra i piatti di carne: il cinghiale, lo spezzatino, dolci vari: torte al cioccolato e in questo periodo un buon panettone artigianale non mi dispiace affatto!

6-Dimmi la prima cosa che ti viene in mente legata all’inverno.

Da quando mi sono trasferita in Italia la neve, da noi non nevica quasi, quindi la trovo incantevole.

7-Qual è la canzone che ti ricorda di più l’inverno?

Tutte le canzoncine di Natale

8-Cosa sono le cose che ami di più fare in inverno?

Pattinare sul ghiaccio, giocare nella neve con i miei figli, dedicare un po’ di tempo alla cultura, quindi visite a castelli, mostre, teatro, cinema, ecc.

9-Qual è il tuo capo di abbigliamento preferito?

I maglioni in cashmere col collo alto. Adorabili!

10-La cosa più bella che ti è capitata di inverno?

Il Natale, è magico d’inverno; se non mi credete provate a festeggiare un Natale con 40°.

Adesso vi lascio qualche immagine, un piccolo riassunto di quello che ho scritto.

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Locali come questo, da noi si chiamano ancora caffè storici.

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Un caldo spezzatino, ed è subito inverno!

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Un panettone artigianale, perché a Natale puoi e devi!

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Un maglioncino di questo tipo

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La neve. Che si può chiedere di più?

Nomine aperte a tutti!

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Cosa indossare? / Què ponerse ?

Noi donne siamo organizzatissime in tutto, figuriamoci nelle feste!

Il otto abbiamo fatto l’albero, abbiamo appeso la ghirlanda alla porta,qualcuna avrà fatto anche il presepe, io preferisco quelli viventi.

Sappiamo già come prepareremo il tavolo di Natale, ogni dettaglio è ben definito nella nostra mente, non ci sfugge nessun particolare.

Il menù è stato stabilito e i regali e pensierini comprati.

L’unico vero problema che abbiamo e che non sappiamo mai cosa indossare!

Può sembrare una cosa da niente, ma credetemi sulla parola, entriamo veramente in crisi.

Io oggi sono solo passata di qui, per un saluto veloce, perché sono una delle tante che si trova in questa situazione, lo ammetto, non metterò mai qualunque cosa, non mi va bene tutto, sono fatta così.

Vi lascio qualche immagine della situazione:

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Ore possiamo trascorrere davanti a un armadio, non proprio con questo sorriso.

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E infine la delicata scelta di che scarpe indossare. Capirete quanti problemi abbiamo!

Nosotras las mujeres somos super organizadas en todo, màs aùn durante las fiestas.

El ocho de diciembre armamos el àrbol y colgamos la corona a la puerta.

Alguna seguramente habrà preparado tambièn el pesebre, yo prefiero asistir a los vivientes.

Sabemos ya exactamente como preparar la mesa de Navidad, cada detalle està bien delineado en nuestra mente, no se nos escapa ningùn particular.

Organizamos el menù, y ya compramos los regalos.

El ùnico verdadero problema es que nunca sabemos que ponernos!

Y creanmè sobre la palabra, no es un problema de poco.

Entramos en crisis, y se salve quien pueda.

Yo hoy pasè por acà para dejarles un saludo, soy una de las tantas que se encuentra en èsta situaciòn, lo admito, no me pongo cualquier cosa.

Las imàgenes representan màs o menos la situaciòn, sin tantas sonrisas y con menos zapatos para elegir desgraciadamente.

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Il Natale come lo ricordo io… / La Navidad como la recuerdo yo…

Il Natale era una festa quando i regali si desideravano, si attendevano con ansia; si scrivevano letterine chiedendo anche il cielo e le stelle.

La magia stava in quello che poteva sembrare impossibile.

Ricordo ancora quella mattina del venticinque di dicembre quando mi alzai e trovai vicino all’albero la mia prima bicicletta rossa, con tanto di fiocco enorme.

Che felicità!

Ed era gioia vera, non c’era un cellulare pronto a scattarci una foto con faccia sorpresa per poi pubblicare nei social; nessuno che registrasse un video, c’erano solo i miei, felici anche loro, pronti a guardarsi nel cuore un’emozione per tutta la vita. Questo era il Natale!

Un ricordo che ci accompagnerà sempre nel nostro cammino.

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La Navidad era una fiesta cuando los regalos se deseaban, se esperaban con ansia, se escribìan cartitas pidiendo hasta el cielo y las estrellas.

La magìa estaba en aquellas cosas que podìan parecer imposibles.

Recuerdo aùn esa mañana del venticinco de diciembre cuando levantàndome encontrè al lado del àrbol mi primer bicicleta roja, con un moño enorme.

Que felicidad!

Y era alegrìa de verdad, no habìa nadie con un celular al lado dispuesto a sacarnos una foto con cara de sorprendidos; nadie que registrara un video, estaban sòlo mis padres, felices tambièn ellos, seguros de guardarse en el corazòn una emociòn para toda la vida. Eso era la Navidad!

Un recuerdo que nos acompañarà siempre a lo largo de nuestro camino.

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Da lontano / Desde lejos

Perdo pezzi della mia famiglia ogni anno, ed essendo così lontano le domande mi attanagliano: Fino a quando? Quando sarà l’ultima volta che li vedrò? Me ne accorgerò?

Sento un nodo alla gola che non riesco a mandare giù, è più che altro la angoscia di dover rimanere a guardare da lontano, impassibile, senza poter stringere in un abbraccio ai miei cari.

Vorrei essere lì a fare due chiacchiere con quelli che rimangono, poter alleviare in qualche modo la sofferenza.

Invece guardo dalla mia tana e non posso farci niente.

Al massimo un’imbarazzante telefonata.

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Pierdo miembros de mi familia cada año, y estando tan lejos las preguntas me acosan: Hasta cuàndo? Cuàndo serà la ùltima vez? Me darè cuenta?

Siento un nudo a la garganta que no puedo hacer pasar, es sobre todo la angustia de tener que mirar de lejos, impasible, sin poder dar un fuerte abrazo a los que quedan.

Quisiera estar ahì para conversar un poco, buscar de aliviar de alguna manera el sufrimiento.

En cambio miro desde mi cueva y no puedo hacer nada.

Al màximo un inùtil llamado.

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Biscotti per Babbo Natale / Masitas para Papà Noel

Lo sapete che Natale sta arrivando, manca poco ormai, lo si sente nell’aria.

Ecco se avete dei bambini, immagino le avrete spiegato che devono scrivere la letterina con le loro richieste a Babbo Natale; ma soprattutto loro sanno che lui in cambio dei regali si aspetta di trovare sotto l’albero, un bicchiere di latte e dei biscotti.

Allora meglio non rischiare!

Ieri insieme ai miei figli abbiamo fatto una prova, non possiamo mica dargli qualunque cosa no?

Per la foto occorreranno:

  • una macchina fotografica
  • una mamma con voglia di giocare
  • Un bambino che non abbia paura di mettere le mani dentro la farina
  • Qualcuno disposto a fotografarvi.

Il risultato finale sarà più o meno questo:

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Adesso però passiamo alla ricetta dei biscotti!

Ingredienti:

2 uova

125 g di zucchero

125 g di burro

300 g di farina

1 cucchiaino di lievito per dolci

zucchero a velo

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Lasciate ammorbidire il burro tagliato a pezzettini piccoli.

Dopodiché mischiate tutti gli ingredienti e impastate.

Mettete a riposare l’impasto in frigorifero per un’ora.

Ritagliate i biscotti con  le forme che avete a disposizione: io ho usato stelle grandi e piccole  e  cuori.

Infornare a 180° per 10′

Spolverare con zucchero a velo.

Assaggiare!

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Navidad està llegando, falta poco, se siente en el aire.

Si en familia tienen niños me imagino que ya le habràn explicado que deberàn escribir una cartita a Papà Noel, pidièndole todo lo que desean; pero sobre todo los chicos saben que èl en cambio se espera de encontrar debajo del àrbol un vaso de leche y un plato con masitas.

Entonces serà mejor que non preparemos, no podemos darle cualquier cosa.

Para la foto serviràn:

  • una màquina fotogràfica
  • una mamà con ganas de jugar
  • un niño que no tenga miedo de poner las manos en la harina
  • alguien dispuesto a sacarles la foto

Ahora pasamos a la receta de las masitas:

Ingredientes:

2 huevos

125 gr. de azùcar

125 gr. de manteca

300 gr. de harina

1 cucharadita de levadura para dulces

azùcar impalpable

moldes

 

Dejan ablandar bien la manteca cortada en trozos pequeños.

Despuès mezclan todos los ingredientes, amasan y ponen a reposar en la heladera por una hora.

Transcurrido ese tiempo, estiran la masa y cortan de la forma que màs les gusta; yo los hice a forma de estrellas grandes y chicas y de corazones.

Cocinan a 180° por diez minutos.

Espolvorear con azùcar impalpable.

Probar!

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Il futuro / El futuro

E so molto bene che non ci sarai.

Non ci sarai nella strada,

non nel momento che sgorga di notte

dai palli che la illuminano,

neppure nel gesto di scegliere il menù,

o nel sorriso che alleggerisce il ” tutto completo ” delle sotterranee,

nei libri prestati o nell’arrivederci a domani.

 

Nei miei sogni non ci sarai,

nel destino originale delle parole,

né ci sarai in un numero di telefono

o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.

Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,

e non per te comprerò dolci,

all’angolo della strada mi fermerò,

a quell’angolo a cui non svolterai,

e dirò le parole che si dicono

e mangerò le cose che si mangiano

e sognerò i sogni che si sognano

e so molto bene che non ci sarai;

né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,

né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.

Non ci sarai per niente, non sarai neppure un ricordo,

e quando ti penserò, penserò un pensiero

che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Julio Cortàzar

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Y sè muy bien que non estaràs.

No estaràs en la calle,

en el murmullo que brota de noche

de los postes de alumbrado,

ni en el gesto de elegir el menù,

ni en la sonrisa que alivia

los completos de los subtes,

ni en los libros prestados

ni en el hasta mañana.

No estaràs en mis sueños,

en el destino original

de mis palabras,

ni en una cifra telefònica estaràs

o en el color de un par de guantes

o una blusa.

Me  enojarè amor mìo,

sin que sea por tì,

y comprarè bombones

pero no para tì,

me pararè en la esquina

a la que no vendràs,

y dirè las palabras que se dicen

y comerè las cosas que se comen

y soñarè las cosas que se sueñan

Y sè muy bien que no estaràs,

ni aquì dentro, la càrcel

donde aùn te retengo,

ni allì afuera, este rìo de calles

y de puentes.

No estaràs para nada,

no seràs ni recuerdo,

y cuando piense en tì

pensarè un pensamiento

que oscuramente

trata de acordarse de tì.

Julio Cortàzar