Decorazioni

Il periodo pasquale è finito e adesso ci addentriamo in pieno nella primavera.

La nostra testa vola, oramai pensiamo solo al sole, ai colori, all’aria aperta.

Oggi vi faccio entrare in casa mia; vi mostrerò le decorazioni che ho realizzato in occasione della Pasqua, che però dovrebbero diventare molto utile nei giorni a venire.

Per dare la accoglienza ai miei ospiti, ho sistemato in un angolo del giardino una vecchia bacinella, di quella che avevano i nostri nonni, facilmente reperibili anche nei mercatini dell’usato, con dei rami fioriti che  assomigliano molto a quelli di un pesco. ( Purtroppo ignoro il nome di questa pianta, ma la vedete ovunque fiorita in questo periodo )

L’effetto visivo è incredibile, l’angolo per eccellenza per le fotografie, qualora ne fosti amanti.

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Appena entrati in casa scelgo di servire l’aperitivo in salotto in caso di pioggia o mal tempo, altrimenti sempre all’aperto!

Ad ogni modo vista la stagione in cui ci troviamo, non potevano mancare dei fiori coloratissimi, acquistati al mercato il giorno prima.

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E visto che ci eravamo riuniti per un pranzo: il pezzo forte non poteva che essere la realizzazione della tavola, dove confesso io mi sbizzarrisco più che posso. Amo decorare, mi diverte, mi appassiona, mi stimola.

Solitamente uso delle tovaglie in tinta unita, anche se ne ho tante in fantasia, riservate alla quotidianità.

In questa caso ho scelto un azzurro, con i tovaglioli leggermente più scuri, che stavano, secondo me, bene.

Le decorazioni erano molto semplici, in armonia con la stagione e la Pasqua.

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Simbolo della Pasqua sono anche le uova, in questo caso decorate da me.

Vi spiego veloce, veloce come ho fatto.

Uova sode, carta di riso o quelle per i cassetti degli armadi o della cucina. Scegliete il tema che più vi aggrada o rappresenta.

Ritagliate le forme, effettuate ulteriori taglietti alla figura ( anche se vi sembrerà che state rovinando tutto ), incollate con della cola trasparente e l’aiuto di un pennello piatto, passateci della cola anche sopra la figura, lasciate asciugare.

Per dargli lucentezza, una volta asciutte, basterà della lacca per i capelli, anche quella con i brillantini, se volete un tocco più chic!

Io le ho sistemate in una vecchia alzata e facevano da centrotavola.

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Primavera vuol dire anche: fiori, colori, profumo! Quindi non potevano mancare nella mia tavola.

Ho scelto dei fiori sulla tonalità per eccellenza primaverile: il rosa! ho utilizzato sempre quei fiori simili a quelli del pesco, ma andranno benissimo anche i rami stessi del pesco, naturalmente se avete le piante a casa.

Come vaso ho utilizzato dei vecchi barattoli da conserva, sono sicura che nelle cantine vostre o di qualche parente ce ne siano.

Ho sistemato un vaso ad un estremo del tavolo, e il secondo all’altro; in mezzo come vi ho detto prima c’erano le uova decorate.

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Come piatti ho adoperato il servizio che andava bene per la quantità di ospiti che avevo invitato.

Il segnaposto era di una semplicità estrema, eppure è piaciuto molto.

Ho preso dei tappi delle bottiglie di vino ( meglio se in sughero ) le ho bucati, e ho inserito all’interno un piccolo ramo di ulivo ( che abbiamo in casa ); sistemato sopra il piatto ed accostato ad un ovetto di cioccolato.

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Ricordatevi anche di non trascurare mai la stanza da bagno, gli ospiti lo usano sempre, e fidatevi guardano anche lì.

A casa il bagno è molto semplice, senza nessuna pretesa, ma basta entrarci per capire che anche lì c’è il mio tocco personale.

Ho affiancato a delle brocche acquistate tempo fa ad un mercatino, che tra l’altro adoro, una bottiglia decorata velocemente con dei fiori selvatici.

L’effetto visivo c’era, e come dice il detto: anche l’occhio vuole la sua parte 😉

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Per oggi ho finito, vi ho dato modo di conoscere un’altra parte di me. Spero sia stato di vostro gradimento.

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Buona Pasqua / Felices Pascuas

Mi piace pensare che da qualche parte nel mondo la Pasqua non profumi solo di cioccolato, mi piace pensare che  in angoli remoti del globo c’è qualcuno a cui questi miei auguri entrano dritti al cuore.

Mi piace pensare che questa festa ha ancora un senso.

Mi piace pensare che le cose potranno ancora cambiare: che i bambini potranno solo sorridere e giocare, e non vivere la guerra.

Mi piace pensare che a volte i desideri si avverano.

Mi piace pensare che facendo un girotondo ho girato il mondo per augurarvi: Buona Pasqua!

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Immagine da Pinterest

Me gusta pensar que en algùn lugar del mundo, la Pascua no perfuma sòlo de chocolate, me gusta pensar que en un àngulo remoto del globo hay alguien a quièn mis augurios le entran derechos en el corazòn.

Me gusta pensar que èsta fiesta tiene todavìa sentido.

Me gusta pensar que las cosas aùn pueden  cambiar: que los niños solo podràn sonreìr y jugar, y no vivir la guerra.

Me gusta pensar, que a veces los deseos se cumplen.

Me gusta pensar que haciendo una ronda recorrì el mundo para desearles: Felices Pascuas!

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Amami adesso /Amame ahora

Amami dalla testa ai piedi,

amami senza pudore

come la terra al sole.

Amami quando non me lo aspetto,

mentre scosto i capelli in un movimento lento.

Amami nella confusione e nel silenzio.

Amami

come la primavera ai fiori.

Amami oggi,

amami finché sono viva.

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Amame de la cabeza a los pies,

àmame sin pudor

como la tierra al sol.

Amame cuando no me lo espero

mientras hago a un lado el cabello con un movimiento lento.

Amame en la confusiòn y tambièn en el silencio.

Amame

como la primavera a la flor.

Amame ahora,

àmame mientras estoy viva.

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Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

L’agnello all’agrodolce che non si cucinava in casa mia, Simonetta Agnello Hornby

Proprio così, questo piatto nasce dalla nostalgia di Simonetta per i sapori della sua terra, chi abita all’estero sicuramente qualche volta nella vita l’ha sperimentata.

Lei ha fatto molto di più! Ha creato un piatto nella convinzione di averlo sempre mangiato nella sua Sicilia.

Il suo racconto tratto dal libro: La cucina del buon gusto.

  • Dopo il matrimonio, nel gennaio del 1967, andammo ad abitare a Somerville ( vicino a Cambridge, Massachusetts ), in un appartamento con una grande cucina. Mi piaceva cucinare e mi missi all’opera, ma non riuscivo a ripetere i piatti di casa mia. Mi calò un enorme nostalgia del mangiare siciliano. Non trovavo nemmeno il prezzemolo con la foglia liscia, e quello in vendita, tutto riccio e dagli stelli corti corti, sapeva di altro. L’olio di oliva, peraltro carissimo, era cattivo a paragone di quello di Mosè e il parmigiano appena passabile.

Andare al supermercato era una sofferenza: non distinguevo i tagli di carne e non trovavo quelli che desideravo, non riconoscevo il pesce: desquamato, sfilettato e impacchettato.

A poco a poco scovai dei negozietti in cui si trovava l’olio buono e mi adeguai. Fu allora che mi venne una voglia disperata delle costolette d’agnello all’agrodolce con la cipollata, quelle che cucinavamo ad aprile quando si macellavano gli agnelli nati nel tardo autunno. Erano gustosissime, le mie costolette d’agnello, avevano perfino lo stesso profumo di quelle siciliane. E così negli anni seguenti, appena avevo desiderio del cibo di casa, ricorrevo alle costolette di agnello all’agrodolce. Fin quando non venne mia madre per aiutarmi a mettere su casa a Londra. Avevamo gente a cena e preparai le costolette per gli ospiti.

” Che profumo invitante, cosa cucini? ” chiese mamma entrando in cucina.

” Le costolette all’agrodolce, ricordi? “

No, non ricordava.

Cucinate col soffritto di cipolla si, ma all’agrodolce mai. Non le credetti.

Ricetta:

Eppure mi bastava aggiungere lo zucchero alle costolette che sfrigolavano allegramente con le cipolle nella padella, e farlo caramellare, per ritrovarmi nella cucina di Palermo, per vedere Pina Parruca, la fedele cameriera, con l’uniforme a quadretti azzurri e il grembiulone bianco, ferma davanti ai fornelli con la bottiglia di aceto pronta per smorzare la cottura del caramello. Sentivo gli aromi, il profumo di bruciato dello zucchero poi sovrastato da quello acido dell’aceto di vino, e infine fuso in un aroma ricco, denso, invitante. Tutto inventato.

Simonetta Agnello Hornby

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Simonetta Agnello Hornby, autore del libro: La cucina del buon gusto insieme a Maria Rosario Lazzati.

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Le costolette d’agnello in agrodolce

Las costeletas de  cordero en agridulce que no se comìan en casa mìa, de Simonetta Agnello Hornby

Les puede parecer raro, per èste plato nace de la nostalgìa de Simonetta por sentir los sabores de su tierra, quièn viviò alguna vez lejos de su paìs, seguramente sintiò èsta sensaciòn.

La autora de èste libro hizo mucho màs, inventò èste plato convencida de haberlo siempre comido en su Sicilia.

A continuaciòn la narraciòn de ella misma, del libro: La cocina del buen gusto.

  • Despuès del casamiento, en enero del 1967, fuimos a vivir a Somerville ( cerca de Cambridge, Massachusetts ), a un departamento con una gran cocina.

Siempre me gustò cocinar y me puse manos a la obra, sòlo que no conseguìa  repetir los platos de casa mìa. Me agarrò una gran nostalgìa de comer siciliano. No encontraba ni siquiera el perejil con la hoja lisa, y el que vendìan, todo arrugado y de las puntas cortas cortas, era feo a compararlo con el de Mosè y el parmesano, apenas pasable.

Ir al supermercado era un sufrimiento, no distinguìa los cortes de carne y no reconocìa el pescado: descameado, fileteado, envuelto.

De a poco fui descubriendo pequenios negocios donde se conseguìa un buen aceite y me adecuè. Fue entonces que me vinieron unas ganas terribles de costeletas de cordero en agridulce con cebolla, aquellas que cocinabamos en abril cuando se sacrificaban los corderos nacidos màs tarde. Eran riquìsimas mis costeletas de cordero, tenìan hasta el mismo perfume de las sicilianas. Y asì en los anios siguientes, apenas sentìa el deseo de comida de casa, recorrìa a las costeletas de cordero en agridulce. Hasta que un dìa vino mi madre para ayudarme con la nueva casa de Londres. Tenìamos gente a cena y me puse a preparar las costeletas de cordero para los invitados.

” Que perfume invitador, que estàs cocinando? preguntò mi madre entrando en la cocina.

“Las costeletas de cordero en agridulce, recuerdas?

No, no recordaba.

Cocinadas con un frito de cebolla sì, en agridulce jamàs. No le creì.

Receta:

Y pensar que bastaba agregar el azùcar a las costeletas que se freìan alegremente junto con las cebollas en la sartèn, y hacerlas caramelar, para encontrarme enseguida en la cocina de Palermo, para ver Pina Parruca, la fiel sirvienta, con su uniforme a cuadros azules y el delantal blanco, parada adelante de las hornallas, preparada con la botella de vinagre para atenuar la cocciòn del caramelo.

Sentìa los aromas, el perfume a quemado del azùcar despuès sobresalido por el àcido del vinagre de vino, y al final derretido en un aroma rico, espeso, invitador. Todo inventado.

Simonetta Agnello Hornby

Traducciòn  cooltext1922558938

 

13:05

Ore 13:05 di un sabato qualunque.

Sotto questo caldo sole già primaverile, seduta sul pavimento del cortile di casa mia, vi comunico direttamente i miei pensieri. A farmi compagnia un buon bicchiere di vino rosso.

In lontananza alzando appena lo sguardo: le colline innevate. Il canto degli uccellini mette subito una gioia indescrivibile.

Il cane sta molto più volentieri fuori che dentro, e anche questo fa primavera.

Perfino tutti i giochi del mio bambino sono fuori.

Se questo è un sogno, svegliatemi.

Altrimenti lasciatemelo credere.

13:05 hs. de un sàbado cualquiera.

Bajo èste tibio sol casi primaveril, sentada en el piso del patio de casa mìa, les comunico directamente mis pensamientos.

A tenerme compañìa un buen vaso de vino tinto.

A lo lejos, levantando apenas la mirada: las colinas nevadas. El canto de los pàjaros crea una atmòsfera indescriptible.

El perro està con màs gusto afuera que adentro, y èsto tambièn hace la primavera.

Hasta todos los juguetes de mi niño estàn afuera.

Si fue un sueño, despièrtenme.

Sino dèjenmelo creer.

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Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores.

Riso alla Yoshimoto

Vi capita mai di essere trasportati di ciò che leggete al punto di arrivare a sentire i profumi, di un fiore, di una bevanda o di un cibo?

A me succede spesso, e questa autrice prende particolarmente; trasmette in modo semplice e genuino una terribile voglia di mangiare mentre descrive i suoi piatti.

Ma non è l’unica!

Comincia oggi il ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori.

Buona lettura e buone sensazioni, e se per caso provate le ricette fatemi sapere come le avete trovate.

La parola a Banana Yoshimoto:

In realtà è una invenzione di mia sorella, dal libro Un viaggio chiamato vita.

  • Se si riscaldano con il burro tante varietà di funghi diversi, li si mescola con il riso appena cotto e si aggiunge tanto prezzemolo tritato, ne viene fuori una leccornia. E all’occidentale, ma non troppo pesante, il sapore dei funghi si sente a sufficienza, e in più c’è l’amaro del prezzemolo. Se ne può mangiare una ciotola dopo l’altra, ed è pericolosissimo per la linea!

Banana Yoshimoto

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Arroz a la Yoshimoto

Les sucediò alguna vez que mientras estàn leyendo un libro se sienten transportados al punto de sentir el perfume de una flor, de una bebida o de una comida?

A mì seguido, y èsta autora en modo particular sabe transmitir de manera sencilla y genuina unas terribles ganas de comer mientras desribe sus platos.

Pero, no es la ùnica!

Comienza hoy el recetario literario: los platos de nuestros escritores.

Buena lectura, buenas sensaciones y si por las dudas deciden de probar las recetas, hàganme saber como salieron y si les gustaron o no.

La palabra a Banana Yoshimoto:

En realidad es una invenciòn de mi hermana, del libro: Un viaje llamado vida.

  • Si se calientan con manteca tantas variedades de hongos distintos, y se mezclan con el arroz apenas cocinado y se le agrega mucho perejil picado, viene afuera una verdadera delicia. Es a la occidental, pero no muy pesado, el sabor de los hongos se siente lo suficiente, y tambièn el amargo del perejil. Se puede comer un plato detràs de otro, y es peligrosìsimo para la lìnea!

Banana Yoshimoto

Traducciòn al español cooltext1922558938

Camminare / Caminar

Perdere, arrivare ultimi, scoraggiarsi.

Non trovare la meta, camminare come con gli occhi bendati.

Ascoltare il vento.

Camminare ancora.

Dove ci condurrà il suono dei rami degli alberi?

Ignari, avanti.

Desolati, stanchi più che mai. Tristi.

Non importa.

Di andare e di non fermarsi, di quello si tratta.

E quello dobbiamo fare.

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Perder, llegar ùltimos, consternados.

No encontrar la meta, caminar còmo con los ojos bendados.

Escuchar el viento.

Seguir caminado.

A dònde nos conducirà el ruido de las ramas de los àrboles?

Ignoramos, adelante.

Desauciados, cansados màs que nunca. Tristes.

No importa.

De andar y de no parar, de eso se trata.

Y eso debemos hacer.

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Scarpe che passione!

La mia famiglia sostiene che posseggo troppe scarpe, che sarebbe il caso che smettesse di comprare altre, oppure mi decidesse a buttare/donare/regalare, quelle che non uso più.

Secondo loro è assolutamente impossibile che mi servano tutte quante.

Seguirà un bla, bla, bla; anche noi abbiamo bisogno di spazio!

ORRORE.

Ditemi che non siete mai stati costretti a scelta tanta ardua quanto difficile.

Io stravedo per le mie scarpe!

Che le abbia acquistato dieci, undici o dodici anni fa, poco cambia. Penso che la moda torna sempre.

Lo dimostra il fatto che sto usando da un paio di anni vestiti che si usavano già… Eh si…

Non sapete quanto mi rincresce aver buttato i pantaloni a zampa di elefante e quelli a vita alta.

Comunque ho voluto realizzare una prova, è assolutamente vero che continuo a comprare scarpe; però non sono una ” spendacciona ” attenzione! Ho un mio limite personale per quanto riguarda gli accessori, scarpe, borse e via dicendo, e cerco di non sforarlo mai, per quanto possibile.

Poi si sa , a certe cose non si riesce proprio a resistere!

Ho tirato fuori dalle scarpiere, quasi tutte le scarpe: esclusi stivali per la pioggia e pantofole.

Le ho sistemati in fila nei gradini della scala di casa, facevano anche la sua figura.

Vi risparmio il racconto sugli sguardi complici di marito e mia figlia.

Fatto sta che ho fatto la mia scelta vedendole così esposte.

Ho scartato più o meno una decina, di cui alcune non servono più, altre ahimè ancora utilizzabili e andranno regalate, certo bisogna sempre trovare chi porta un 35! 😉

Naturalmente da ogni esperienza bisogna trarre il lato positivo: adesso ho dei buchi da riempire, scarpe da sostituire.

Ah ma questa volta niente sensi di colpa! Sono stata costretta.

E per la cronaca, ho una quantità decisamente superiore di libri che di scarpe.

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Ci sono due cose di cui una donna non ne ha mai abbastanza. Buoni amici e buone scarpe. ( Sara Jessica Parker )

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Io non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne gli devono molto. ( Marilyn Monroe )

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Le donne si innamorano sette volte in un anno: sei di queste delle scarpe. ( Kenneth Cole )

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Tu / Tù ( 8 marzo )

La vera Regina di questa Terra sei tu.

Tu che non porti nessuna corona sulla testa.

Tu con le tue mani bianche, gialle, nere;

indebolite dal lavoro quotidiano.

Tu che riesci a nascondere  dietro ad un sorriso la voglia di piangere.

Tu che hai dato alla luce i tuoi figli,

Tu che hai deciso di non averli, e

Tu che hai lottato con tutte le tue forze.

Tu che hai perso ogni speranza e ti sei rialzata.

Tu che ti innamori ogni volta, e

Tu che hai sopportato la violenza.

Tu che vedi i tuoi diritti calpestati.

Tu che nonostante tutto vai avanti.

Tu che hai imparato a dire BASTA!

Tu perché solo tu puoi bastarti.

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La verdadera Reina de èsta Tierra eres  tù.

Tù que no llevas ninguna corona sobre la cabeza.

Tù con tus manos blancas, amarillas, negras;

debilitadas por el trabajo cotidiano.

Tù que sabes esconder detràs de una sonrisa las ganas de llorar.

Tù que has dado a la luz a tus hijos,

Tù que decidiste no tenerlos, y

Tù que luchaste con todas tus fuerzas.

Tù que perdiste cada esperanza y te supiste levantar.

Tù que te enamoras cada vez, y

Tù que soportas la violencia.

Tù que ves tus derechos pisoteados,

y a pesar de eso sigues adelante.

Tù que aprendiste a decir Basta!

Tù porquè sòlo tù puedes bastarte.

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Sarà / Serà

Sarà che non cambio più,

sarà che sono cambiata troppo

nel corso del tempo.

Sarà che mi piace essere come sono.

Sarà che a questa età poco importa,

perché tutto ha avuto molta importanza prima.

Sarà che uno sguardo mi basta.

Sarà che il tuo silenzio mi riempe.

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Serà que no cambio màs,

serà que he cambiado mucho,

aùn sin darme cuenta.

Serà que me gusta ser como soy.

Serà que a èsta edad poco importa,

porque todo importò demasiado antes.

Serà que una mirada me basta,

serà que tu silencio me abastece.

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