Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

L’agnello all’agrodolce che non si cucinava in casa mia, Simonetta Agnello Hornby

Proprio così, questo piatto nasce dalla nostalgia di Simonetta per i sapori della sua terra, chi abita all’estero sicuramente qualche volta nella vita l’ha sperimentata.

Lei ha fatto molto di più! Ha creato un piatto nella convinzione di averlo sempre mangiato nella sua Sicilia.

Il suo racconto tratto dal libro: La cucina del buon gusto.

  • Dopo il matrimonio, nel gennaio del 1967, andammo ad abitare a Somerville ( vicino a Cambridge, Massachusetts ), in un appartamento con una grande cucina. Mi piaceva cucinare e mi missi all’opera, ma non riuscivo a ripetere i piatti di casa mia. Mi calò un enorme nostalgia del mangiare siciliano. Non trovavo nemmeno il prezzemolo con la foglia liscia, e quello in vendita, tutto riccio e dagli stelli corti corti, sapeva di altro. L’olio di oliva, peraltro carissimo, era cattivo a paragone di quello di Mosè e il parmigiano appena passabile.

Andare al supermercato era una sofferenza: non distinguevo i tagli di carne e non trovavo quelli che desideravo, non riconoscevo il pesce: desquamato, sfilettato e impacchettato.

A poco a poco scovai dei negozietti in cui si trovava l’olio buono e mi adeguai. Fu allora che mi venne una voglia disperata delle costolette d’agnello all’agrodolce con la cipollata, quelle che cucinavamo ad aprile quando si macellavano gli agnelli nati nel tardo autunno. Erano gustosissime, le mie costolette d’agnello, avevano perfino lo stesso profumo di quelle siciliane. E così negli anni seguenti, appena avevo desiderio del cibo di casa, ricorrevo alle costolette di agnello all’agrodolce. Fin quando non venne mia madre per aiutarmi a mettere su casa a Londra. Avevamo gente a cena e preparai le costolette per gli ospiti.

” Che profumo invitante, cosa cucini? ” chiese mamma entrando in cucina.

” Le costolette all’agrodolce, ricordi? “

No, non ricordava.

Cucinate col soffritto di cipolla si, ma all’agrodolce mai. Non le credetti.

Ricetta:

Eppure mi bastava aggiungere lo zucchero alle costolette che sfrigolavano allegramente con le cipolle nella padella, e farlo caramellare, per ritrovarmi nella cucina di Palermo, per vedere Pina Parruca, la fedele cameriera, con l’uniforme a quadretti azzurri e il grembiulone bianco, ferma davanti ai fornelli con la bottiglia di aceto pronta per smorzare la cottura del caramello. Sentivo gli aromi, il profumo di bruciato dello zucchero poi sovrastato da quello acido dell’aceto di vino, e infine fuso in un aroma ricco, denso, invitante. Tutto inventato.

Simonetta Agnello Hornby

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Simonetta Agnello Hornby, autore del libro: La cucina del buon gusto insieme a Maria Rosario Lazzati.

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Le costolette d’agnello in agrodolce

Las costeletas de  cordero en agridulce que no se comìan en casa mìa, de Simonetta Agnello Hornby

Les puede parecer raro, per èste plato nace de la nostalgìa de Simonetta por sentir los sabores de su tierra, quièn viviò alguna vez lejos de su paìs, seguramente sintiò èsta sensaciòn.

La autora de èste libro hizo mucho màs, inventò èste plato convencida de haberlo siempre comido en su Sicilia.

A continuaciòn la narraciòn de ella misma, del libro: La cocina del buen gusto.

  • Despuès del casamiento, en enero del 1967, fuimos a vivir a Somerville ( cerca de Cambridge, Massachusetts ), a un departamento con una gran cocina.

Siempre me gustò cocinar y me puse manos a la obra, sòlo que no conseguìa  repetir los platos de casa mìa. Me agarrò una gran nostalgìa de comer siciliano. No encontraba ni siquiera el perejil con la hoja lisa, y el que vendìan, todo arrugado y de las puntas cortas cortas, era feo a compararlo con el de Mosè y el parmesano, apenas pasable.

Ir al supermercado era un sufrimiento, no distinguìa los cortes de carne y no reconocìa el pescado: descameado, fileteado, envuelto.

De a poco fui descubriendo pequenios negocios donde se conseguìa un buen aceite y me adecuè. Fue entonces que me vinieron unas ganas terribles de costeletas de cordero en agridulce con cebolla, aquellas que cocinabamos en abril cuando se sacrificaban los corderos nacidos màs tarde. Eran riquìsimas mis costeletas de cordero, tenìan hasta el mismo perfume de las sicilianas. Y asì en los anios siguientes, apenas sentìa el deseo de comida de casa, recorrìa a las costeletas de cordero en agridulce. Hasta que un dìa vino mi madre para ayudarme con la nueva casa de Londres. Tenìamos gente a cena y me puse a preparar las costeletas de cordero para los invitados.

” Que perfume invitador, que estàs cocinando? preguntò mi madre entrando en la cocina.

“Las costeletas de cordero en agridulce, recuerdas?

No, no recordaba.

Cocinadas con un frito de cebolla sì, en agridulce jamàs. No le creì.

Receta:

Y pensar que bastaba agregar el azùcar a las costeletas que se freìan alegremente junto con las cebollas en la sartèn, y hacerlas caramelar, para encontrarme enseguida en la cocina de Palermo, para ver Pina Parruca, la fiel sirvienta, con su uniforme a cuadros azules y el delantal blanco, parada adelante de las hornallas, preparada con la botella de vinagre para atenuar la cocciòn del caramelo.

Sentìa los aromas, el perfume a quemado del azùcar despuès sobresalido por el àcido del vinagre de vino, y al final derretido en un aroma rico, espeso, invitador. Todo inventado.

Simonetta Agnello Hornby

Traducciòn  cooltext1922558938

 

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17 pensieri su “Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

  1. MI è scappata una risata a questo passaggio:
    ” Che profumo invitante, cosa cucini? ” chiese mamma entrando in cucina.
    ” Le costolette all’agrodolce, ricordi? “
    NO, NON LO RICORDAVA.

    Ottima idea l’accostamento libri e cibo, è simpatica.
    Ti tocca trovare autori buoni e ricette che lo siano altrettanto 🙂

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  2. Pingback: Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores | bouquetfiorito

  3. adoro questa scrittrice….dalla mia campagna in Sicilia vedo il casale dove lei passava l’estate da bambina: Mosè. Poco tempo fa l’essi “un filo d’olio”. Bellissimo…ci sono i suoi ricordi da bambina legati a quelle campagne e le ricette della sua famiglia. In qualche modo ho ripensato ai miei di ricordi e mi sono anche commossa, perchè sono riuscita a sentire certi sapori e odori a cui non pensavo da tempo, visto che mi trovavo lontana da casa…

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