Estate / Verano

L’estate si posò sul mio corpo

come un raggio di sole ardente.

E sento già la pelle dorata

e i capelli spettinati da un folle vento.

Estate, stagione d’amori e perdizioni.

Estate intensa quanto i colori del mare.

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El verano se posò sobre mi cuerpo

como un rayo de sol ardiente

y siento ya la piel dorada

y los cabellos despeinados por un loco viento.

Verano estaciòn de amores y perdiciones.

Verano intenso como los colores del mar.

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Ti cielo / Te cielo

Frida Kahlo utilizzava  l’espressione ” io ti cielo ” per dire in un modo diverso semplicemente ” io ti amo “. Ecco, io ho fatto una poesia, spero sia di vostro gradimento: Buona domenica!

 

Io ti cielo mentre cammino scalza

nell’erba bagnata.

Io ti cielo nelle notti insonni.

Ti cielo anche quando non voglio,

perché sono arrabbiata.

Io ti cielo quando la luna splende e

scintillano appena le stelle.

Io ti cielo quando va tutto male,

perché ho bisogno della tua forza.

Io ti cielo nelle difficoltà di una

avventura piena di magia quando

tutto sembra andare storto.

Io ti cielo perché sei

il mio cielo chiaro nelle notti tempestose.

Io ti cielo perché il tuo cielo

è il mio.

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Yo te cielo mientras camino descalza

y me mojo los pies en el rocìo.

Yo te cielo en las noches insomnes.

Yo te cielo aunque cuando no quiero,

porque estoy enojada.

Yo te cielo cuando la luna esplende y

brillan apenas las estrellas.

Yo te cielo cuando va todo mal,

porque necesito de tu fuerza.

Yo te cielo en las dificultades de una aventura

llena de magia, cuando todo parece

ir mal.

Yo te cielo porque sos mi cielo claro

en las noches tempestosas.

Yo te cielo porque tu cielo

es el mìo.

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Solitudine / Soledad

E la solitudine non tace, e i giorni passano

e la tua assenza aumenta, e tu non chiedi di me da

nessuna parte.

Che è stato di noi? Due strani siamo adesso?

Io sento ancora, se ci penso, il gusto alla fragola

di quel gelato.

Una stupidaggine penserai.

Si, una bellissima stupidaggine. Il gelato

e uno dei noi due che pensa nell’altro. O

forse tutti e due?

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Y la soledad calla, y los dìas pasan

y tu ausencia aumenta, y no preguntas

de mì en ningùn lado.

Que fue de nosotros? Dos extraños somos ahora?

Yo siento aùn el gusto a la frutilla de aquel

helado.

Una tonterìa diràs.

Sì, una hermosa tonterìa. El helado

se terminò, y uno de los dos piensa

en el otro. O quizàs los dos?

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Il sogno / El sueño

Credo che in un momento della notte devo essermi addormentata, il che è già strano, visto che soffro di insonnia.

Potevo vedere e distinguere chiaramente il volto delle persone che camminavano accanto a me. Io ero seduta in una panchina di Piazza San Martìn, nella mia amata Marìa Juana.

I passanti invece erano occasionali, alcuni non erano del posto, altri appartenevano al paese dove vivo attualmente.

Le risate rimbombavano nella mia testa, alcune erano di felicità, altre di falsità. Sono così diverse una dall’altra.

Eppure alle miei narici arrivava il profumo del gelsomino.

Mi attraversò come un lampo la scena che vidi uscendo dall’ospedale il giorno della fine dell’anno scolastico: quei due ragazzi mano nella mano; lei guardava gli alberi o il cielo, va a sapere; lui il suo i phone. Buffa la gioventù di adesso, pensai.

Poi potevo sentire con chiarezza lo scricchiolare sul pavimento dei tacchi della Lucy; sempre in tiro nonostante l’età.

Dove, dove, dove vanno a finire questi sogni? Perché accadono?

E arrivavano anche i cani vagabondi, che muovono sempre la coda.

E estate, tutti indossano vestiti leggeri e i colori sono allegri. Perché la gente è solo allegra quando fa caldo? Altro enigma.

E bella la mia piazza, è bella questa panchina.

Forse tutto questo è realtà, ed io sono veramente seduta qua.

Un momento, sta succedendo qualcosa, non riesco a stare in equilibrio; sto precipitando nel vuoto dall’alto di una grande scala. Neanche  il tempo di cadere, la sensazione, mi sto svegliando, urlo disperatamente che non voglio. Due secondi ancora. Che sarà mai esaudire questo desiderio?

Niente… I sogni non si comandano, ed io sono già seduta sul mio letto.

Adesso mi alzo e vado a prepararmi un caffè.

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Nella immagine: Piazza San Martìn, Marìa Juana, Argentina. Foto dal web

Creo que en algùn momento de la noche debo haberme quedado dormida, lo que es ya raro, visto que padezco de insomnio.

Puedo ver y distinguir claramente la cara de las personas que caminan al lado mìo. Yo estoy sentada en un banco de Plaza San Martìn, en mi amada Marìa Juana.

Los pasantes en cambio son ocasionales, algunos no son del lugar, otros pertenecen al pueblo donde vivo ahora.

Las risas retumban en mi cabeza, algunas son de felicidad, otras parecen falsas. Son muy distintas entre ellas.

Y a mis narices llega el perfume del jazmìn.

Por un instante me atraversa como un relàmpago la escena que vì saliendo del hospital el dìa que terminaba el año escolàstico; eran dos chicos tomados de la mano: ella miraba los àrboles o el cielo, andà a saber, èl su i phone. Cambiada està la juventud de hoy, pensè.

Despuès podìa sentir con claridad el crujido de los tacos de la Lucy, siempre pituca a pesar de la edad.

Dònde, dònde, dònde van nuestros sueños? Por què suceden?

Y llegan tambièn los perros callejeros que mueven siempre la cola.

Es verano, todos lucen ropa liviana y de color. Por què la gente està contenta solo cuando hace calor? Otro enigma.

Es bella mi plaza, es bello èste banco.

A lo mejor todo èsto es realidad, y de verdad yo estoy sentada acà.

Un momento, està pasando algo, no puedo estar en equilibrio, estoy precipitando en el vacìo desde lo alto de una grande escalera. Ni siquiera el tiempo de caer, la sensaciòn, me estoy por despertar. Grito desesperadamente que no quiero. Dos segundos todavìa. Què puede costar realizar èste deseo?

Nada… los sueños no se comandan y yo ya estoy sentada en mi cama.

Ahora me levanto y me preparo el cafè.

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Borges

Il dubbio è uno dei nomi dell’intelligenza . ( J. L. Borges )

Moriva il 14 di giugno di 1986 lo scrittore argentino: Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo.

Scegliere da pubblicare una sola opera di lui nel mio blog è stata una delle cose più difficile, ha lasciato fortunatamente a noi lettori un patrimonio tutto da scoprire e approfondire.

Il mio intento è solo quello di  ricordarlo, e quindi vi propongo un racconto:

L’episodio del nemico

Tanti anni a fuggire e ad aspettare, ed adesso il nemico era lì, in casa mia. Dalla finestra lo vidi salire per l’erto sentiero del colle. Si aiutava con un bastone, un pesante bastone che in quelle vecchie mani non poteva essere un’arma, ma solo un sostegno.

A fatica percepii quello che aspettavo: il debole colpo contro la porta.

Guardai con un po’ di nostalgia i miei manoscritti, il mio abbozzo semi finito e il trattato di Artemidoro sui sogni, strano libro in casa mia, visto che non conosco il greco.

Un altro giorno perso, pensai.

Dovetti armeggiare un po’ con la chiave. Temetti che l’uomo crollasse per terra, ma mosse invece qualche passo incerto nella stanza, abbandonò il bastone, che da quel momento non vidi più, e si lasciò cadere sul mio letto, esausto.

La mia angoscia lo aveva immaginato molte volte, ma solo allora notai che somigliava quasi come un fratello a Lincoln.

Mi chinai su di lui perché mi sentisse.

” Uno crede che gli anni passino solo per sé ” dissi, ed invece passano anche per gli altri. Ecco che finalmente ci incontriamo e quello che è accaduto prima non ha più senso.

Mentre parlavo, lui si era slacciato il soprabito. La sua mano destra era nella tasca della giacca. Qualcosa puntava verso di me, e capii che era una pistola.

Mi disse allora con voce ferma.

” Per entrare in casa tua sono ricorso alla compassione. Adesso ti tengo alla mia mercé e bada che non sono certo misericordioso “.

Tentai qualche parola. Non sono un uomo forte e solo le parole potevano salvarmi. Riuscì a dire:

” E vero che tanto tempo fa io ho maltrattato un bimbo, ma ormai tu no sei più quel bambino ed io non sono più quel insensato. E poi la vendetta non è meno vanitosa e ridicola del perdono “.

” Proprio perché non sono più quel bambino ” ribatté “ti devo uccidere. Non si tratta di vendetta, ma di una atto di giustizia. I tuoi argomenti sono solo semplici stratagemmi della paura, perché io non ti uccida. Ma ormai non puoi farci più niente “.

” Una cosa posso ancora farla ” obiettai.

” E quale? ” mi chiese lui.

” Svegliarmi “.

E così fece.

Jorge Luis Borges

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Morìa el 14 de junio  de 1986 el escritor argentino: Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo.

Elegir de publicar en mi blog una sola de sus obras fue una cosa muy difìcil como podràn imaginar.

Por suerte para nosotros lectores, el patrimonio que nos ha dejado es todo de descubrir y aprofundir.

Mi intenciòn es solo aquella de recordarlo, elegì para ustedes èste cuento:

Episodio del enemigo

Tantos años huyendo y esperando y ahora el enemigo estaba en mi casa. Desde la ventana lo vi subir penosamente por el àspero camino del cerro. Se ayudaba con un bastòn, con un torpe bastòn que en sus viejas manos no podìa ser un arma sino un bàculo. Me costò percibir lo que esperaba: el dèbil golpe contra la puerta. Mirè, no sin nostalgia, mis manuscritos, el borrador a medio concluìr y el tratado de Artemidoro sobre los sueños, libro un tanto anòmalo ahì, ya que no sè griego. Otro dìa perdido, pensè. Tuve que forcejear con la llave. Temì que el hombre se desplomara, pero diò unos pasos inciertos, soltò el bastòn, que no volvì a ver, y cayò en mi cama, rendido. Mi ansiedad lo habìa imaginado muchas veces, pero sòlo entonces notè que se parecìa, de un modo casi fraternal, al ùltimo retrato de Lincoln. Serìan las cuatro de la tarde.

Me inclinè sobre èl para que me oyera.

-Uno cree que los años pasan para uno- le dije-, pero pasan tambièn para los demàs.

Aquì nos encontramos al fin y lo que antes ocurriò no tiene sentido.

Mientras yo hablaba, se habìa desabrochado el sobretodo. La mano derecha estaba en el bolsillo del saco. Algo me señalaba y yo sentì que era un revòlver.

Me dijo entonces con voz firme:

-Para entrar en su casa, he recurrido a la compasiòn. Lo tengo ahora a mi merced y no soy misericordioso.

Ensayè unas palabras. No soy un hombre fuerte y sòlo las palabras podrìan salvarme.

Atinè a decir:

– Es verdad que hace tiempo maltratè a un niño, pero usted ya no es aquel niño ni yo aquel insensato. Ademàs, la venganza no es menos vanidosa y ridìcula que el perdòn.

-Precisamente porque ya no soy aquel niño-me replicò-tengo que matarlo. No se trata de una venganza, sino de un acto de justicia. Sus argumentos, Borges, son meros estrategemas de su terror para que no lo mate. Usted ya no puede hacer nada.

-Puedo hacer una cosa -le contestè.

-Cuàl?-Me preguntò.

-Despertarme.

Y asì lo hice.

Jorge Luis Borges

Favola / Fàbula

Non mi reputo colpevole di che i tuoi occhi abbiano incontrato i miei.

Dispiaciuta, si.

Quante notti di pianti avrei potuto evitare.

Amore infame che ti alimenti di speranze!

Io sognavo l’amore e tu mi vendevi illusione.

Io desideravo l’aggettivo e tu mi rubavi il sostantivo.

Dove non c’è luce,c’è fuoco, ma anche menzogna.

Sei stato il ladro di una favola per un po’.

Ma ti perdono,

e non me ne pento.

Io ho voluto amarti così

sapendo che non eri per me.

Eri un’ombra del passato, travestita da presente

in un futuro mai arrivato.

Ma come saprai:

in ogni favola che si rispetti

ci deve essere il lieto fine.

Così ho pazientato e anche per me

l’amore è arrivato.

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No creo de ser culpable de que tus ojos hayan

encontrado los mìos.

Dolorida, si.

Cuàntas noches de llantos hubiese podido evitar.

Amor infame que te alimentas de esperanzas!

Yo soñaba el amor, y tù me vendìas ilusiòn.

Yo deseaba el adjetivo, y mientras me robabas el sustantivo.

Donde non hay luz, normalmente hay fuego, es verdad, pero tambièn

mentira.

Fuiste el ladròn de una fàbula por un poco.

Pero te perdono,

no me arrepiento.

Yo quise amarte asì,

sabìa que no eras para mì.

Eras una sombra del pasado, vestida de presente

en un futuro que nunca llegò.

Pero como sabràs:

en cada fàbula que se respete

los finales felices son obligatorios.

Y despuès de haber esperado en vano,

un dìa el amor llegò…

Y hoy se encuentra a mi lado.

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Tempo / Tiempo

Ed io ti racconterò storie.

Siediti, mettiti comodo, oggi ho bisogno di essere ascoltata.

A volte succede di non farcela più, di attraversare il mare in tempesta, di incolpare gli dei per il misero destino che siamo condannati a vivere. Quante volte lo abbiamo fatto, e quante lo continueremo a fare?

Necessito di un paio di orecchie tutte per me.

Quindi rilassati, anche se ti annoio potrai lamentarti dopo. Ora ascoltami.

Vedi? Mi pare già di sentirmi meglio. Avevo bisogno di parlare e di sapere che c’era qualcuno ad ascoltare.

A volte mi sento sola, terribilmente sola, e penso di non essere capita.

Ma adesso ho qualcuno seduto davanti a me, che in silenzio mi ascolta. E una bella sensazione. Forse pioverà di nuovo, non importa! In fondo anche la pioggia fa rumore.

Mi alleggerisco come una piuma al vento quando libero le parole che erano incastrate dentro di me.

Sono allegra adesso, mi sono tolta un peso.

Fa bene parlare, è necessario. Non si vive se non si comunica.

Bisogna rallentare, trovare tempo.

Adesso puoi pure andare, o no.

Preferisci continuare a conversare?

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Y yo te contarè historias…

Sièntate, ponte còmodo, hoy necesito ser escuchada.

A veces me sucede que no doy màs de atraversar el  mar tempestoso, de inculpar a los dioses por el triste destino de cada cosa. Cuàntas veces lo hemos hecho, y cuàntas lo continuaremos a hacer?

Hoy ando necesitando de un par de oìdos todos para mì. Por lo tanto te pido que te ralajes, y aunque si te aburro, no importa, podràs lamentarte despuès. Ahora escùchame.

Lo ves? Ya me estoy sintiendo mejor. Necesitaba hablar y saber que alguien me iba a escuchar.

Quizàs el problema sea que me siento sola, terriblemente sola, y pienso muchas veces de no ser entendida.

Pero por el momento hay alguien sentado delante mìo, que en silencio me escucha.

A lo mejor se pondrà a llover de nuevo, no importa, tambièn la lluvia hace ruido.

Me siento liviana como una pluma en el viento, cuando suelto las palabras que estaban atrapadas dentro de mì.

Estoy bien ahora. Me saquè un peso de arriba.

Hace bien hablar, es necesario. No se vive si no se comunica.

Hay que aprender a ir màs despacio, a encontrar tiempo.

Ahora te puedes ir, o no.

Prefieres seguir charlando?

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Una mattina / Una mañana

E ti sveglierai una mattina

e sentirai che il profumo del caffè

è diverso.

Che il ” buongiorno ” non è una semplice

parola.

Che il sorriso dei tuoi figli è la

cosa più bella che ti sia mai successa.

Capirai che la vita è una ruota di

opportunità:

e tu sei al centro, e balli e ti muovi

al ritmo della musica.

Ti sveglierai una mattina e improvvisamente

tutto avrà un senso.

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Despertaràs una mañana y sentiràs

que el aroma del cafè es distinto.

Que el ” buen dìa ” non son simples

palabras.

Que la sonrisa de tus hijos es la cosa

màs bella que te pudo pasar.

Entenderàs que la vida es una rueda

de oportunidades:

donde tù te encuentras al centro y

bailas y te mueves a ritmo

de la musica.

Despertaràs una mañana e improvisadamente

todo tendrà sentido.

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Sulla soglia / En el umbral

La prossima volta che ti vedrò, ferma sulla soglia della porta, non me ne andrò.

Già no… Questa volta non succederà, mi riempirò di coraggio fino a far diventare il mio sangue bollente e ti urlerò tutto ciò che sento. Si, perché io per te farei ogni cosa.

I miei sentimenti si sono schiariti. So bene adesso che cose come queste non capitano tutti i giorni, e soprattutto non accadono a chiunque.

Credo di essere stato fulminato dal tuo sguardo la prima volta che ci siamo incontrati nel cinema all’aperto, e se allora sono stato stupido, rimedierò.

Non commetterò due volte lo stesso errore.

E anche se adesso tu, piena di orgoglio fingi di non interessarti a me, non mi importa. Fra le tante qualità che posseggo, mi distinguo per la pazienza, aspetterò il momento giusto.

Ti sorprenderò, qualcosa mi inventerò.

Vedrai… La prossima volta ti farò innamorare!

Tu solo devi attendere sulla soglia, io arriverò.

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La pròxima vez que te vea parada en el umbral de la puerta, no pasarè de largo.

Ya no… Esta vez me pondrè firme y lleno de coraje, con la sangre que hierve ti dirò todo lo que siento. Sì, porque yo por ti lo harìa todo.

Mis sentimientos se esclarecieron. Sè muy bien que cosas como èstas no pasan todos los dìas, y sobre todo non suceden a cualquiera.

Creo que me fulminaste con la mirada la primera vez que nos vimos en el cine al abierto, y aunque si esa vez fui estùpido, ya no lo serè.

No, no cometerè dos veces el mismo error.

Y por màs que ahora llena de orgullo fingas de no interesarte a mì, no me importa. Entre las tantas cualidades, poseo la de saber esperar.

Te sorprenderè, algo me inventarè. Ya veràs, la pròxima vez te harè enamorar!

Debes sòlo esperarme en el umbral.

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