Le cotolette della felicità / Las milanesas de la felicidad

Mentre ero in ospedale con mio figlio, pensavo che mi mancava tanto il blog, questo posto tutto mio.

Avevo voglia di leggervi, di scrivere, di sfogarmi in qualche modo, ma non avevo a disposizione il tempo sufficiente per farlo, e neanche un pc! Confesso che da cellulare non mi trovo a mio agio .

Avevo poche ore al giorno per me, al massimo due o tre; che dedicavo ad una doccia rilassante, a una bella dormita in un letto comodo, e quando riuscivo: a cucinare qualcosa.

Non ne potevo più di tranci di piazza e panini!

Volevo sentire il profumo del caffè della moka di casa mia, vedere illuminato il mio albero di Natale, mangiare insieme alla mia famiglia.

In un giorno di crisi, nel quale pensavo il piccolo sarebbe stato dimesso, cosa che poi non è successa, sono arrivata a casa in lacrime. Dovevamo rimanere ancora e non sapevamo fino a quando.

Sentivo la necessità di sfruttare al massimo di quei momenti casalinghi: della mia cucina. Per quanto a volte non la possa neanche vedere! Mi chiamava.

Mio marito aveva tirato fuori dal freezer un bel pezzo di filone di maiale; ovvio, in condizioni normali avrebbe mangiato tutta la famiglia con quello, ma lui sapeva che avevo fame. Fame di casalingo, di cibo fatto in casa.

Così una volta arrivata, taglio tre fettine un po’ spesse, salo, le impano velocemente e le cucino in padella con poco olio, giusto per la doratura.

Insomma, delle semplici cotolette alla milanese hanno reso la mia giornata più bella, e dopo averle mangiate, mi sentivo di nuovo in forma per affrontare un’altra notte in ospedale.

Ne ho mangiate solo due, e le ho accompagnate  con un po’ di senape, non avevo il tempo per una insalata, e neanche la voglia.

Quando lo quotidiano diventa magico.

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Immagine da Pinterest

Mientras me encontraba en el hospital con mi hijo, pensaba que me faltaba tanto el blog, èste lugar todo mìo.

Tenìa ganas de leerlos, de escribir, de desahogarme de alguna manera; sòlo que no disponìa de demasiado tiempo para hacerlo, y tampoco de un pc! Confieso que desde el celular soy un poco vaga.

Con pocos momentos al dìa para mì, al màximo dos o tres horas, que dedicaba a una ducha relajante, a una siesta en un colchòn còmodo, y a veces a cocinarme algo.

No daba màs de comer pedazos de piza y sandwichitos.

Necesitaba sentir el perfume del cafè de la cafetera de mi casa, ver mi àrbol de Navidad iluminado, cenar junto a mi familia.

En un dìa de crisis de nervios, en el cuàl estaba convencida que le iban a dar de alta al chiquito, cosa que despuès no sucediò, lleguè a casa en làgrimas. Tenìamos que quedarnos ahì todavìa y no se sabìa por cuànto.

Sentìa la fuerte necesidad de disfrutar al màximo de esos momentos de ama de casa: de mi cocina. Por cuànto algunas que otras veces no la pueda ni ver!

Mi marido habìa sacado del frezer un pedazo de carne de cerdo, obvio en una situaciòn normal, con ese corte hubiese comido toda la familia, pero èl sabìa que yo tenìa hambre. Hambre de comida hecha en casa.

Entonces una vez ahì, cortè tres rodajas un poco gruesas, le puse sal, las pasè por el pan rayado y las cocinè con poca aceite en una sartèn, justo para dorarlas un poquito.

Al final, de las simples milanesas hicieron mi dìa màs lindo y llevador, màs liviano y me sentìa en forma para afrontar, despuès de haberlas comido, otra noche màs en el hospital.

En realidad comì sòlo dos, que acompañè con un poco de savora, porque no tenìa tiempo para hacerme una ensalada, y tampoco ganas.

Cuando lo cotidiano se vuelve màgico.

Vanina Rodrigo

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