I blogger / Los blogueros

Il blogger è l’anima e il cuore del blog: le parole, le lacrime e talvolta le risate.

E quello che ti incentiva a cucinare un piatto nuovo da portare in tavola la domenica, ad assaggiare un dolce dal nome strano. Perché tutti siamo in grado di cucinare!

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E non ditemi che non vi siete mai cimentati nella creazione di un centrotavola?O addirittura nella costruzione di qualche mobiletto?, dopo aver letto un interessante articolo.

Si che lo avete fatto! Ci avete creduto in voi.

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E chi non ha osato copiare qualche volta le fashion blogger?

Riconoscerete che non sono così vuote come l’immaginario collettivo le vuole. Sono tendenziose in fatto di moda, osano e si divertono; e qualcuno/a ci è riuscito alla stragrande a farcela, tanto che ora il blog è un lavoro serio e loro delle vere imprenditrici, imprenditori.

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E poi c’è la categoria di quelli che sanno intrecciare e filare meravigliosamente le parole fra di loro, e che hanno fatto dei loro sogni realtà. Hanno scritto il loro libro, chi più di uno! E sapete che vi dico? Ce l’hanno fatta da grandi!

Con impegno, dividendosi fra casa, figli e lavoro; ma pur sempre motivati, perché il blogger è essenza, è un sognatore che non si arrende alla mediocrità.

Ti riconosci?

Io, grazie ai vari blog presenti nella blogosfera mondiale ho visitato posti straordinari, conosciuto persone affine a me, mi sono fatta consigliare e ho anche consigliato.

Ma soprattutto i blogger espongono tutto, e come in una vetrina tutto si può guardare senza pagare, voi però ricordatevi: che rubare è sbagliato!

Chi ci sta dietro ha messo impegno, pazienza, costanza, creatività.

Che apprezziate o no, siate gentili ed educati.

” Signori si nasce, blogger si diventa “.

Tutte le illustrazioni provengono da Pinterest

El bloguero/a es el ànima y el corazòn del blog, las palabras, las làgrimas y tambièn las risas.

Es aquel que te dà la justa energìa para cocinar un plato nuevo y proponerlo en las mesa de los domingos, o te hace probar algùn postre del nombre raro. Porque todos somos capaces de cocinar!

Y no me vengan a decir que nunca se pusieron a traficar en la creaciòn de algùn centro de mesa? O màs aùn en la construcciòn de algùn mueblecito?, despuès de haber leìdo un interesante artìculo.

Sì, que lo hicieron! Creyeron en ustedes.

Y quièn no probò a copiar alguna vez a las fashion blogger?

Reconozcan que no son tan vacìas como el imaginario colectivo nos quiere hacer creer. Tienen tendencia en cuanto reguarda a la moda, se animan y se divierten; y hasta algunos lograron hacer de su blog su herramienta de trabajo, tanto que ahora son emprendedoras/res!

Y despuès existe la categoria de los que saben enlazar y cocer perfectamente las palabras entre ellas.

Algunos hicieron de su suenio realidad: escribieron y publicaron su primer libro, tambièn màs de uno. Y saben que les digo? Lo lograron de grandes.

Con esmero, dividièndose entre familia y amigos, casa y trabajo; pero siempre motivados.

Porque el bloguero / a es esencia, es un soniador que no se rinde a la mediocridad.

Se reconocen?

Yo, gracias a los distintos blogs presentes en la web he visitado lugares magnìficos, conocido personas caracterialmente parecidas a mì, aceptè consejos y los dì tambièn.

Pero por sobre todas las cosas los blogueros exponen todo, y como en una vidriera todo se puede mirar sin pagar, pero tengan siempre presente que: ” robar es equivocado “.

Quièn està detràs les està regalando su tiempo, sus ganas, su esmero, su creatividad.

Que les guste o menos busquen de ser gentiles y educados.

Seniores se nace, blogueros se crean.

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Vanina Rodrigo

Il ladro di mele / El ladròn de manzanas

C’era una volta un ladro di mele.

Come per tutti i ladri la cosa iniziò per gioco. All’inizio rubava una mela, tanto per assaggiarla. Gli piaceva vedere quel campo coltivato. Era così perfetto, così ordinato.

Che sarà mai una mela?! Pensava…

Dopo qualche mela rubata ripetutamente se ne accorse che non erano così deliziose come le immaginava.

Ma ormai si era abituato.

Brutta abitudine quella dei ladri!

E così ne prendeva un’altra ed un’altra ancora; e alcune le buttava per strada, altre contro le finestre dei vicini.

Il gioco si faceva sempre più eccitante. E lui non resisteva più a non rubare!

Addirittura adesso ne prendeva una cassetta per volta; mentre il povero contadino ignaro  di tutto, passava le sue ore sotto il sole rovente a curare il suo campo.

Finché un giorno il ladro di mele se ne accorse che non c’erano più mele da rubare, erano state raccolte; nessuno sospettava la furbizia dello sconosciuto, però il vizio gli si era attaccato come colla sulla pelle.

E il ladro di mele adesso triste come un bambino che non può mangiare una caramella, pensava già alle prossime avventure, tutte ancora una volta da rubare.

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Habìa una vez un ladròn de manzanas.

Como para todos los ladrones la cosa habìa empezado por juego.

Al principio robaba una manzana para probarla, le gustaba ver ese campo bien cultivado, tan perfecto, tan ordenado. Què querès que sea una manzana?! Se decìa…

Despuès de haber robado repetidamente algunas manzanas, se diò cuenta que en realidad no eran tan ricas como las imaginaba.

Pero ahora ya se habìa acostumbrado.

Fea costumbre aquella de los ladrones!

Y asì continuaba a robar una, despuès otra y otra màs todavìa! Algunas las tiraba por la calle, otras contra las ventanas de los vecinos.

El juego se hacìa cada vez màs excitante. Y èl ya no podìa resistir màs a no robar. Entonces ahora se llevaba un cajòn por vez.

Mientras el campesino, que todo ignoraba, pasaba sus horas bajo el sol ardiente, a trabajar y cuidar su campo.

Hasta que un dìa el ladròn de manzanas se diò cuenta de que no habìa màs manzanas para robar, las habìan recolectado. Nadie sabìa de su travesura, pero ahora el vicio se le habìa pegado como plasticola a la piel.

Y el ladròn de manzanas triste como un chico que no puede comerse un caramelo, pensaba ya  a sus pròximas aventuras, una vez màs todas de robar.

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Vanina Rodrigo

Galateo / Etiqueta

Galateo della postura

  • Schiena dritta, pancia in dentro, petto in fuori, testa alta.
  • La postura è un linguaggio non verbale. Da studi recenti si evince che porsi con una figura correttamente eretta migliora l’autostima e l’efficienza sul lavoro perché diventate più sicuri, carismatici e, di conseguenza, ottenete maggior successo.
  • La camminata deve essere sempre composta, mai scoordinata, le braccia lungo i fianchi e non sventolanti con vita autonoma.
  • Spalle indietro, sguardo dritto, mai sulle proprie scarpe ( denota insicurezza ).
  • No ancheggiate, non battete rumorosamente i tacchi.
  • Non tenete le mani in tasca, sintomo d’indolenza e poca chiarezza.
  • La vostra insicurezza ( o maleducazione ) è palese se entrate in una stanza col cellulare in mano o mentre lo controllate.
  • La stretta di mano deve essere asciutta, sicura ma non deve stritolare. Bandita quella da viscido mollusco. Non è facile trovare il giusto equilibrio, per cui i genitori dovrebbero fare delle simulazioni con i propri figli per insegnarglielo come gioco costruttivo.
  • Sedetevi con la schiena eretta e mantenetela. Nessuno è portato verso una persona accartocciata su se stessa. Non accasciatevi sullo schienale ma seguite la linea virtuale. Gambe parallele, le signore possono accavallarle con leggera inclinazione. Anche gli uomini devono tenere le gambe composte, quindi allineate.
  • A tavola i gomiti devono essere attaccati al busto, mai sul tavolo, dove vanno appoggiati solo i polsi. Non distendete le gambe sotto il tavolo fino a toccare l’altro commensale, né accavallatele, ma incrociatele sotto la vostra sedia.
  • Quando siete in piedi e parlate con un’altra persona, non state troppo vicini ma nemmeno distaccati come se foste forbici, in modo che possiate parlare con voce chiara, né sussurrata né urlata. La distanza corretta è parlare a un metro circa dai vostri interlocutori.
  • Non toccate la persona con cui state parlando nel tentativo di essere più convincenti.
  • Lo sguardo fa parte della postura in senso lato. Negli ultimi anni il divulgarsi dell’informatica ha contribuito a farci fissare un monitor. Le ricerche dichiarano che non siamo più in grado di sostenere lo sguardo con un altro individuo per più di otto secondi, il che è deleterio per la comunicazione interpersonale. Toglietevi sempre gli occhiali da sole se parlate con un’altra persona: lo sguardo, appunto è rivelatore.
  • Non squadrate dall’alto in basso, né dal basso all’alto le persone, è maleducazione.

Laura Pranzetti Lombardini

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Etiqueta de la postura

  • Espalda derecha, panza adentro, pecho afuera, cabeza alta.
  • La postura es un lenguaje no verbal. Estudios recientes demuestran que poner la propia figura correctamente derecha mejora la autoestima y la eficiencia en el trabajo, porque los hace sentir màs seguros, carismàticos, y por lo tanto, obtener mayor suceso.
  • El modo de caminar debe ser siempre compuesto, nunca casual, los brazos al lado de las caderas, y no volando de manera autònoma.
  • Espaldas atràs, mirada derecha, y nunca sobre los zapatos ( demuestran inseguridad ).
  • No muevan demasiado las caderas, y no hagan mucho ruido con los tacos.
  • No coloquen las manos en los bolsillos, sìntomo de poca claridad en lo que se hace.
  • La vuestra inseguridad ( o maleducaciòn ) serà demostrada si entran a un lugar con el cellular en la mano o controlàndolo.
  • El apretòn de mano debe ser seco, seguro, pero no muy apretado. Hacer resbalar la mano es equivocado. No es fàcil encontrar el equilibrio, por lo cual los padres deberìan hacer pruebas con los hijos a casa, para enseñarles el modo correcto.
  • Sientensè siempre con la espalda derecha y asì la deben mantener. No se abandonen sobre el respaldar o una lìnea virtual. Piernas paralelas, las señoras pueden cruzarlas con una ligera inclinaciòn. Tambièn los hombres tienen que mantener las piernas compuestas, por lo tanto alineadas.
  • A la mesa, los codos deben ser apoyados al busto, no sobre la mesa, donde se apoyan solamente los pulsos. No estiren las piernas debajo de la mesa hasta tocar a otra persona, no crucen las piernas, es consentido sòlo debajo de la propia silla.
  • Cuando estàn parados hablando con otra persona, no esteèn demasiado cerca, tampoco muy separados como una tijera, hagan en modo de poder hablar claro, sin susurrar, ni gritar. La distancia correcta serìa de un metro.
  • No toquen a la persona con la que hablan para tratar de convencerla.
  • La mirada es parte de la postura. En los ùltimos años, la informàtica contribuyò a hacernos mirar un monitor. Las recercas declaran que no somos màs en grado de mantener la mirada con otro individuo por màs de ocho segundos, lo que es preocupante.
  • Saquensè siempre los anteojos de sol cunado hablan con otra persona: la mirada es fundamental.
  • No miren nunca de arriba para abajo, y de abajo para arriba, es maleducado.

Laura Pranzetti Lombardini

Traducciòn al español cooltext1922558938