Se tu fossi il mio cielo/ Si tù fueras mi cielo

Se tu fossi il mio cielo

io mi occuperei di farti brillare.

Non ti mancherebbe mai un sole radiante

né una pioggia che cadde sugli innamorati

quando la luna è gigante.

Se tu fossi il mio cielo sareste il testimone

di tutti i baci appassionati.

Solo cose belle vedresti.

Gente che cammina col sorriso disegnato

sulle labbra, bambini che si divertono a fare un girotondo

senza pensare ad altro, se non a giocare!

Colori per le strade e foglie d’oro nei i parchi.

Neve bianca che incanta a solo guardarla.

Palloncini colorati che volano verso di te

con un mio messaggio.

Se tu fossi il mio cielo…

Però non lo sei, ed io non posso raccontarti tutto.

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Immagine dal web

Si tù fueras mi cielo

yo me ocuparìa de hacerte brillar.

No te faltarìa nunca un sol radiante

ni una lluvia que cae sobre los enamorados

cuando la luna es gigante.

Si tù fueras mi cielo serìas

el testigo de todos los besos apasionados.

Sòlo cosas bellas verìas.

Gente que camina con la sonrisa

dibujada en los labios, niños que se divierten

a hacer una ronda sin pensar en nada, sino a jugar!

Colores por las calles y parques cubiertos de hojas

de oro.

Nieve blanca que encanta al solo mirarla.

Globos multicolores que vuelan hacìa ti

con un mensaje mìo.

Si tù fueras mi cielo…

Pero no lo eres, y yo no puedo contarte todo.

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Vanina Rodrigo

Domeniche di poesia / Domingos de poesìa

Iniziamo questa nuova rubrica domenicale dedicata alla poesia, non sto neanche a raccontarvi quante amante sia io delle poesie.

Partiamo col grande Pablo Neruda, io di lui amo il poema numero XX” Posso scrivere i versi più tristi stanotte…” ; e per me rimane sempre uno dei più belli in assoluto! Poi ovviamente ce ne sono tanti altri facilmente reperibile un po’ ovunque.

Gabriel Garcìa Màrquez lo descriveva come il più grande poeta del XX secolo, in qualsiasi lingua; il che non è poco.

Da oggi in poi proporrò  alcune delle sue inedite poesie, immagino ne avresti già sentito parlare, sceglierò quelle che piacciono a me, sperando di arrivare a voi.

La raccolta di poesie inedite si chiama: Con i baci che imparai dalla tua bocca.

La prima è dedicata alla terza moglie del poeta cileno: Matilde Urrutia. E volete sapere come questa cantante ha rubato il cuore a Pablo? Beh lei a quel tempo, dove lui era già lui, non solo in campo letterario ma anche in politica, non sapeva chi fosse. Quando dal niente nasce qualcosa… Buona domenica!

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Tocco i tuoi piedi nell’ombra, le tue mani nella luce,

e nel volo mi guidano i tuoi occhi di aquila

Matilde, con i baci che imparai dalla tua bocca

le mie labbra impararono a conoscere il fuoco.

Oh gambe ereditate dall’assoluta avena

cereale, estesa la battaglia

cuore di prato,

quando poggiai le orecchie sui tuoi seni,

il mio sangue propagò la tua sillaba araucana.

Pablo Neruda

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Empezamos con èsta nueva rubrica de los domingos dedicada a la poesìa, y no estoy ni siquiera a contarles cuànto amante de la poesìa sea yo.

Partimos con el grande Pablo Neruda, yo de èl amo el poema nùmero XX ” Puedo escribir los versos màs tristes èsta noche…”, para mì uno de los màs bellos en absoluto, despuès naturalmente hay tantos otros que merecen.

Gabriel Garcìa Màrquez lo describìa como el màs grande poeta del XX siglo,  en cualquier lengua, lo que no es poco.

De ahora en adelante les propongo algunas de sus poesìas inèditas, imagino que ya sintieron hablar, elijo las que me agradan a mì, esperando de llegar a ustedes.

El nuevo libro de poesìas inèditas se llama: Con los besos que aprendì de tu boca.

La primera es dedicada a la tercer mujer del poeta chileno: Matilde Urrutia. Y quieren saber còmo èsta cantante le robò el corazòn a Pablo? Simple, ella en ese tiempo donde èl ya era èl, no sòlo en campo literario sino tambièn en polìtica, no tenìa la mìnima idea de quièn fuera! Cuando de la nada nace algo… Feliz domingo!

1

Tus pies toco en la sombra, tus manos en la luz,

y en el vuelo me guìan tus ojos aguilares

Matilde, con los besos que aprendì de tu boca

aprendieron mis labios a conocer el fuego.

Oh piernas herederas de la absoluta avena

cereal, extendida la batalla

corazòn de pradera,

cuando puse en tus senos mis orejas,

mi sangre propagò tu sìlaba araucana.

Pablo Neruda