Plumcake integrale e marmellata / Plumcake integral y mermelada

Non saprei raccontarvi con esattezza in quale periodo della mia vita iniziai ad amare la cucina; non come spazio fisico, bensì come la letteratura.

Forse è iniziato tutto per caso, ogni volta che leggevo un libro trovavo dentro una ricetta, buttata lì , quasi abbandonata, come una aforisma in più. Sottolineavo i passaggi, mi rapivano.

Si dice che ogni lettore ritrova sé stesso all’interno di un libro.

Io mi sono trovata tante volte: caratterialmente mi riflettevo in qualche personaggio, passeggiando, sognando, in solitudine, e ultimamente cucinando.

E anche se certe volte mi manca il tempo per esperimentare, ho sempre la testa occupata: torte, biscotti, tramezzini ( con questi ultimi ho una fissazione ), e ancora marmellate volano davanti ai miei occhi. E se prima mi limitavo a imitare seguendo i passi, ora ci metto del mio, cerco di riadattare o elaborare secondo i miei gusti.

Ho scoperto che la farina non è solo bianca, e che in solo dieci minuti si può preparare la base per un torta salata.

E se è vero che la realizzazione di un dolce richiede un po’ più di tempo, la sua riuscita no solo appagherà lo stomaco, i cinque sensi si metteranno in gioco.

Un dolce deve essere bello da vedere, profumato al punto giusto, delicato al gusto, le mani che lo toccheranno capiranno fin da subito se c’è o meno la presenza del burro; e quando la porzione sarà tagliata l’udito percepirà come in una sinfonia tutti i suoni: il croccante e il soffice o la loro perfetta combinazione.

Il mio plumcake integrale non richiede molto tempo, solo un po’ di precisione è molta armonia.

Buon lavoro!

Ingredienti:

225 g di farina integrale

100 ml d’olio di girasole

75 g di zucchero di canna

50 g di miele

1 bustina di lievito

2 uova

1 bicchiere di latte

marmellata per farcire

Aromi ( se desiderati, quali scorza di limone o arancia )

Lavorate lo zucchero con le uova, aggiungete poi il miele, l’olio un po’ alla volta, le polvere setacciate due volte e il latte.

Sistemate ora in uno stampo da plumcake un primo strato di composto, spalmateci sopra la marmellata ( io ho utilizzato ai mirtilli ), coprite con il resto del composto e infornate a 180° per 50′.

Spolverizzate con zucchero a velo.

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Immagine personale

No sabrìa contarles con precisiòn en que perìodo de mi vida empecè a amar la cocina; no como espacio fìsico, sino en un modo distinto, como a la leteratura.

Quizàs todo empezò por caso, cada vez que leìa un libro, me encontraba adentro alguna receta, como abandonada ahì. Subrayabo los pasajes, me capturaban.

Se dice que cada lector encuentra a sì mismo al interno de un libro.

A mì me ha sucedido varias veces: caracterialmente me reflejaba en algùn personaje, paseaba, soñaba, tenìa mis momentos de soledad, y ùltimamente me espejaba cocinando.

A pesar de que a veces me falta el tiempo para experimentar, mi cabeza igualmente està siempre ocupada: tortas, bizcochos, sandwiches ( por èstos tengo una debilidad ), mermeladas vuelan delante de mis ojos.

Y si antes me limitaba a imitar y seguir paso a paso las recetas, ahora le pongo un toque mìo o las elaboro segùn mis gustos personales.

Descubrì que la harina no es solo blanca, y que se necesitan sòlo diez minutos para realizar la masa de una tarta.

Y si bien es verdad que la elaboraciòn de un postre requiere de màs tiempo, su resultado no apetecerà solo nuestro estòmago, los cinco sentidos se pondràn en juego.

Un postre debe ser bello de ver, aromattizado al punto justo, delicado al gusto, los manos que lo tocaràn sentiràn inmediatamente la presencia de mantequilla o menos, y cuando llegarà la hora de cortar la porciòn, nuestros oìdos percibiràn como en una sinfonìa todos los sonidos: el crocante y el esponjoso o su perfecta combinaciòn.

La realizaciòn de mi plumcake integral no lleva mucho tiempo, solo de un poco de precisiòn y mucha armonìa en la elecciòn de los ingredientes.

Receta:

225 gr. de harina integral

100ml. de aceite de girasol

75 gr.de azùcar de caña

50 gr. de miel

1 sobrecito de levadura para dulces

2 huevos

1 vaso de leche

mermelada a su gusto

Mezclar el azùcar con los huevos, agregar despuès la miel, el aceite poco a la vez, harina y levadura ( bien coladas ), la leche.

 

En una tortiera de plumcake crear un estracto del compuesto, otro de mermelada y terminar con el resto.

Hornear a 180° por 50′.

Decorar con azùcar impalpable.

Vanina Rodrigo

 

 

 

 

Le cotolette della felicità / Las milanesas de la felicidad

Mentre ero in ospedale con mio figlio, pensavo che mi mancava tanto il blog, questo posto tutto mio.

Avevo voglia di leggervi, di scrivere, di sfogarmi in qualche modo, ma non avevo a disposizione il tempo sufficiente per farlo, e neanche un pc! Confesso che da cellulare non mi trovo a mio agio .

Avevo poche ore al giorno per me, al massimo due o tre; che dedicavo ad una doccia rilassante, a una bella dormita in un letto comodo, e quando riuscivo: a cucinare qualcosa.

Non ne potevo più di tranci di piazza e panini!

Volevo sentire il profumo del caffè della moka di casa mia, vedere illuminato il mio albero di Natale, mangiare insieme alla mia famiglia.

In un giorno di crisi, nel quale pensavo il piccolo sarebbe stato dimesso, cosa che poi non è successa, sono arrivata a casa in lacrime. Dovevamo rimanere ancora e non sapevamo fino a quando.

Sentivo la necessità di sfruttare al massimo di quei momenti casalinghi: della mia cucina. Per quanto a volte non la possa neanche vedere! Mi chiamava.

Mio marito aveva tirato fuori dal freezer un bel pezzo di filone di maiale; ovvio, in condizioni normali avrebbe mangiato tutta la famiglia con quello, ma lui sapeva che avevo fame. Fame di casalingo, di cibo fatto in casa.

Così una volta arrivata, taglio tre fettine un po’ spesse, salo, le impano velocemente e le cucino in padella con poco olio, giusto per la doratura.

Insomma, delle semplici cotolette alla milanese hanno reso la mia giornata più bella, e dopo averle mangiate, mi sentivo di nuovo in forma per affrontare un’altra notte in ospedale.

Ne ho mangiate solo due, e le ho accompagnate  con un po’ di senape, non avevo il tempo per una insalata, e neanche la voglia.

Quando lo quotidiano diventa magico.

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Immagine da Pinterest

Mientras me encontraba en el hospital con mi hijo, pensaba que me faltaba tanto el blog, èste lugar todo mìo.

Tenìa ganas de leerlos, de escribir, de desahogarme de alguna manera; sòlo que no disponìa de demasiado tiempo para hacerlo, y tampoco de un pc! Confieso que desde el celular soy un poco vaga.

Con pocos momentos al dìa para mì, al màximo dos o tres horas, que dedicaba a una ducha relajante, a una siesta en un colchòn còmodo, y a veces a cocinarme algo.

No daba màs de comer pedazos de piza y sandwichitos.

Necesitaba sentir el perfume del cafè de la cafetera de mi casa, ver mi àrbol de Navidad iluminado, cenar junto a mi familia.

En un dìa de crisis de nervios, en el cuàl estaba convencida que le iban a dar de alta al chiquito, cosa que despuès no sucediò, lleguè a casa en làgrimas. Tenìamos que quedarnos ahì todavìa y no se sabìa por cuànto.

Sentìa la fuerte necesidad de disfrutar al màximo de esos momentos de ama de casa: de mi cocina. Por cuànto algunas que otras veces no la pueda ni ver!

Mi marido habìa sacado del frezer un pedazo de carne de cerdo, obvio en una situaciòn normal, con ese corte hubiese comido toda la familia, pero èl sabìa que yo tenìa hambre. Hambre de comida hecha en casa.

Entonces una vez ahì, cortè tres rodajas un poco gruesas, le puse sal, las pasè por el pan rayado y las cocinè con poca aceite en una sartèn, justo para dorarlas un poquito.

Al final, de las simples milanesas hicieron mi dìa màs lindo y llevador, màs liviano y me sentìa en forma para afrontar, despuès de haberlas comido, otra noche màs en el hospital.

En realidad comì sòlo dos, que acompañè con un poco de savora, porque no tenìa tiempo para hacerme una ensalada, y tampoco ganas.

Cuando lo cotidiano se vuelve màgico.

Vanina Rodrigo

Ricettario letterario: I piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

A casa di Gatsby

Il venerdì apre le porte al lungo fine settimana, e per l’occasione il grandioso Francis Scott Fitzgerald ci offre uno spumeggiante e colorato aperitivo a casa di Gatsby.

Venite con me, ricordate che non serve l’invito.

Almeno una volta ogni quindici giorni uno stuolo di addetti al catering arrivava con svariate misure di tela e innumerevoli lampadine colorate per trasformare l’enorme giardino Gatsby in un albero di Natale. Sui tavoli del buffet, ornati di antipasti luccicanti, prosciutti al forno speziati si stringevano accanto a insalate arlecchino e pasticci di maiale e di tacchino in crosta stregati di oro cupo. Nel vestibolo più grande veniva allestito un bar con un parapetto  di ottone vero, ben rifornito di gin e liquori.

Il bar funzionava a pieno regime e fluttuanti giri di Cocktail impregnavano il giardino, finché l’aria si riempiva di chiacchiere e risa, mentre insinuazioni e presentazioni fortuite vengono dimenticate lì per lì, e così pure gli incontri entusiastici fra donne che non hanno mai saputo i rispettivi nomi.

Francis Scott Fitzgerald

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Di norma utilizzo per questa rubrica la foto dello scrittore del libro, in questo caso non ho resistito al fascino Di Caprio. Saprete perdonare!

A casa de Gatsby

El viernes abre las puertas al largo fin de semana, y para la ocasiòn el grandioso Francis Scott Fitzgerald nos ofrece un fantàstico y colorado aperitivo en la casa de Gatsby.

Vengan conmigo, recuerden que no sirve la invitaciòn.

Al menos una vez cada quince dìas un grupo de adeptos al sercicio de comidas a domicilio llegaba con distintas medidas de telas e innumerables lucecitas de colores para transformar el enorme jardìn de Gatsby en un àrbol de Navidad. Sobre las mesas del bufè, entradas decoradas, jamones especiados al horno al lado de ensaladas arlechino, pasteles de carne de cerdo y de pavo, bañados de oro puro. En el vestìbulo màs grande se organizaba el servicio de bar con techo de bronce verdadero, el todo bien abastecido de ginevras y licores.

El bar funcionaba a pleno règimen y fluctuantes giros de còctel impregnaban el jardìn, hasta que el aire se llenaba de charlas y risas, mientras insinuaciones y presentaciones venìan olvidadas ahì por ahì, y asì tambièn los encuentros entusiastas entre mujeres que nunca han conocido sus respectivos nombres.

Francis Scott Fitzgerald

Traducciòn al español cooltext1922558938

Cucina Vegetariana / Cocina Vegetariana

Allora non ho molto da dirvi.

Sto finendo di leggere un libro abbastanza di mala voglia, ma non riesco a lasciarlo a metà.

Non è male del tutto; la protagonista, una psicologa in piena crisi dei cinquanta, madre di due adolescenti, anch’essi in crisi, di un altro genero.

Naturalmente i figli, come la maggior parte degli adolescenti a quella età, non sopportano alla madre, soprattutto la ragazza, che pensa di essere completamente incompresa. Il maschio invece ha più problemi riguardo all’amore: verso se stesso, la moda e gli altri uomini.

Del marito se ne parla poco, a quanto pare una brava persona.

E per questo che non vado in libreria, perché sarei tentata di altri mille libri e non finirei di leggere questo disgraziato. Perciò alterno la noia che mi produce con una nuova scoperta, che mi diverte molto di più.

Saranno più o meno tre settimane che sto sperimentando la ” cucina vegetariana “e devo dire che è stata una vera sorpresa.

Se avete letto con attenzione il blog ( altrimenti potete farlo adesso 😉 ), avrete notato che fra i miei interessi, oltre che la lettura c’è la passione sia per l’arredamento che per la cucina.

Adesso sia chiaro, non sono vegetariana, lo faccio più per cercare di mantenere la linea, o almeno ci provo!

Ho iniziato con qualche piatto tanto per cambiare; sempre pasta al ragù, brasato, pollo al forno, scaloppine e così via…

Insomma si arriva al weekend che non si sa più cosa mangiare.

Fortuna che esiste internet, che mi fornisce mille ricette con un solo clic!

Così ho iniziato. La prima settimana tutta da scoprire, tanti termini nuovi; organizzare la spesa in modo diverso, perché se prima le verdure erano le solite, adesso sono molto di più. E poi si aggiungono i cereali, la salsa di soja ( la usavo già prima ). Il punto è che un piatto tira l’altro, e adesso non ho più voglia di smettere, naturale che conoscendomi, questo durerà poco.

Comunque come ho già raccontato, in famiglia non siamo vegetariani, anzi a noi la carne piace, mangiamo in questo nuovo modo solo a pranzo, di sera continuiamo a mangiare le solite cose. Normalmente i carboidrati no li cucino a cena.

Una cosa che mi ha stupita è che quando si dice ” vegetariano “si pensa a due verdurine, chissà che fame.

Beh, non è così. Intanto le verdure sono tantissime e si possono cucinare in modi infiniti, oppure mangiarle crude.

E poi c’è da aggiungere che questo tipo di cucina è molto impegnativo, tanto o più di quella tradizionale.

Con questo ho finito, volevo aggiornarvi sui i miei passatempi.

Vi lascio qualche foto, le ricette non sono mie, la preparazione sì.

Dimenticavo! Il libro si chiama: La meraviglia delle piccole cose (Dawn French ).

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  1. Tortino di verza ripieno di porri e patate, spolverati con zucchine e carote 
  2. Polpettone di verdure con paté di olive fatto in casa.

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  1. Involtini di melanzane ripieni con pomodoro fresco e secco, olive nere e mozzarella
  2. Panino vegetariano caldo: pane di segale e verdure grigliate

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Torta salata, pomodori, mozzarella, basilico e origano.

No tengo mucho para contarles.

Estoy terminando de leer un libro, bastante de malas ganas, pero no puedo dejarlo a mitad.

No es feo del todo: la protagonista es una psicòloga que atraviersa la crisis de los cincuenta, madre de dos adolescentes, tambièn ellos en crisis, aunque si de otro gènero.

Naturalmente los hijos, como la mayor parte de los adolescentes de esa edad, no soportan a la madre; sobre todo la chica, que piensa de ser totalmente incomprendida. El varòn en cambio presenta problemas reguardo al amor; por èl, por la moda, y por los otros hombres.

Del marido se habla poco, a cuanto parece un buen tipo.

Y es por eso que no voy a la librerìa, porque estarìa tentada de otros miles de tìtulos y dejarìa de leer a èste desdichado. Por lo tanto alterno el aburrimiento que me produce con un nuevo descubrimiento, y que me divierte mucho màs.

Seràn màs o menos tre semanas que estoy experimentando la ” Cocina vegetariana “y tengo que reconocer que fue una gran sorpresa.

Si leyeron con atenciòn el blog ( si no lo hicieron estàn a tiempo 😉 ), habràn notado que entre mis intereses, a parte el amor por la lectura, existe la pasiòn por la decoraciòn, la moda y la cocina.

Ahora que les quede claro que no soy vegetariana, lo hago màs para buscar de mantener la lìnea; o al menos pruebo!

Empecè con un plato como para cambiar: siempre pasta con salsa de carne, o carne o pollo al horno, milanesas y asì…

Al final se llega al fin de semana que no se sabe màs que comer.

Suerte que existe internet, que me procura mil recetas con un solo click.

Asì empecè. La primer semana toda de descubrir; muchas cosas nuevas y desconocidas, organizar las compras de modo distinto; porque si antes las verduras eran siempre las mismas, ahora son muchas màs. Y despuès hay que agregar los cereales, la salsa de soja ( ya la usaba antes ). El punto es que un plato tira el otro, y ahora no tengo màs ganas de parar. Aunque si conocièndome, pronto todo se va a terminar.

De todos modos, como ya les contè, en familia no somos vegetartianos, al contrario, a nosotros la carne nos gusta. Comemos en èste modo nuevo al momento del almuerzo, a la noche seguimos como antes. Normalmente los carbohidratos no los cocino para la cena.

Una cosa que me sorprendiò es que: cuando se dice ” vegetariano “se piensa a dos verduritas, quizàs que hambre.

No es asì. En tanto las verduras son muchìsimas y se pueden cocinar en una infinidad de modos, o comerlas crudas.

Y ademàs es justo decir, que èste tipo de cocina requiere mucho empeño y tiempo, igual o màs que el de la cocina tradicional.

Con èsto terminè, querìa informarlos sobre mis pasatiempos.

Les dejè algunas fotos: las recetas no son mìas, la preparaciòn sì.

Ah, me ovidaba! El libro se llama: La maravilla de las pequeñas cosas ( Dawn French ).

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