Panini di broccoli

La bella stagione è iniziata, tra un po’ andremo al mare, a fare dei pic-nic è quindi è arrivata l’ora di ricette sfiziose!

Questi panini  sono buonissimi da mangiare sia caldi che freddi, potete condirli oppure mangiarli da soli. Io li ho mangiate con altre verdure, ma nulla vieta di metterci dentro un fetta di prosciutto, o del tonno. Insomma via libera alla fantasia, in cucina ci si diverte!

Per otto panini:

1 broccolo medio

2 uova

2 cucchiai di parmigiano

sale e pepe

noce moscata

1 mozzarella o altro formaggio filante

verdure a scelta per condire

 

Procedimento

Tagliate e lavate accuratamente il broccolo, asciugate e grattugiate oppure passate per un robot da cucina. Cuocete in forno a microonde per 5′.

Aggiungete sale, pepe, parmigiano e noce moscata. Incorporate anche le uova, mescolate bene tutto. Grattugiate la mozzarella al composto.

Prendete una pirofila da forno e ricopritela con la carta, formate con le mani delle palline che andrete poi a schiacciare e a dargli una forma quasi rettangolare ( come una fetta di pane ).

Infornate a 200° per 20/25′. Condite con verdure e salse a piacimento, tagliatelo come dei tramezzini.

* Se volete evitare la cottura al forno, potete prima cuocere un po’ i broccoli e poi grattugiare. Al posto del forno, userete la padella 😉

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Foto personale

Vanina Rodrigo

 

 

Plumcake integrale e marmellata / Plumcake integral y mermelada

Non saprei raccontarvi con esattezza in quale periodo della mia vita iniziai ad amare la cucina; non come spazio fisico, bensì come la letteratura.

Forse è iniziato tutto per caso, ogni volta che leggevo un libro trovavo dentro una ricetta, buttata lì , quasi abbandonata, come una aforisma in più. Sottolineavo i passaggi, mi rapivano.

Si dice che ogni lettore ritrova sé stesso all’interno di un libro.

Io mi sono trovata tante volte: caratterialmente mi riflettevo in qualche personaggio, passeggiando, sognando, in solitudine, e ultimamente cucinando.

E anche se certe volte mi manca il tempo per esperimentare, ho sempre la testa occupata: torte, biscotti, tramezzini ( con questi ultimi ho una fissazione ), e ancora marmellate volano davanti ai miei occhi. E se prima mi limitavo a imitare seguendo i passi, ora ci metto del mio, cerco di riadattare o elaborare secondo i miei gusti.

Ho scoperto che la farina non è solo bianca, e che in solo dieci minuti si può preparare la base per un torta salata.

E se è vero che la realizzazione di un dolce richiede un po’ più di tempo, la sua riuscita no solo appagherà lo stomaco, i cinque sensi si metteranno in gioco.

Un dolce deve essere bello da vedere, profumato al punto giusto, delicato al gusto, le mani che lo toccheranno capiranno fin da subito se c’è o meno la presenza del burro; e quando la porzione sarà tagliata l’udito percepirà come in una sinfonia tutti i suoni: il croccante e il soffice o la loro perfetta combinazione.

Il mio plumcake integrale non richiede molto tempo, solo un po’ di precisione è molta armonia.

Buon lavoro!

Ingredienti:

225 g di farina integrale

100 ml d’olio di girasole

75 g di zucchero di canna

50 g di miele

1 bustina di lievito

2 uova

1 bicchiere di latte

marmellata per farcire

Aromi ( se desiderati, quali scorza di limone o arancia )

Lavorate lo zucchero con le uova, aggiungete poi il miele, l’olio un po’ alla volta, le polvere setacciate due volte e il latte.

Sistemate ora in uno stampo da plumcake un primo strato di composto, spalmateci sopra la marmellata ( io ho utilizzato ai mirtilli ), coprite con il resto del composto e infornate a 180° per 50′.

Spolverizzate con zucchero a velo.

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Immagine personale

No sabrìa contarles con precisiòn en que perìodo de mi vida empecè a amar la cocina; no como espacio fìsico, sino en un modo distinto, como a la leteratura.

Quizàs todo empezò por caso, cada vez que leìa un libro, me encontraba adentro alguna receta, como abandonada ahì. Subrayabo los pasajes, me capturaban.

Se dice que cada lector encuentra a sì mismo al interno de un libro.

A mì me ha sucedido varias veces: caracterialmente me reflejaba en algùn personaje, paseaba, soñaba, tenìa mis momentos de soledad, y ùltimamente me espejaba cocinando.

A pesar de que a veces me falta el tiempo para experimentar, mi cabeza igualmente està siempre ocupada: tortas, bizcochos, sandwiches ( por èstos tengo una debilidad ), mermeladas vuelan delante de mis ojos.

Y si antes me limitaba a imitar y seguir paso a paso las recetas, ahora le pongo un toque mìo o las elaboro segùn mis gustos personales.

Descubrì que la harina no es solo blanca, y que se necesitan sòlo diez minutos para realizar la masa de una tarta.

Y si bien es verdad que la elaboraciòn de un postre requiere de màs tiempo, su resultado no apetecerà solo nuestro estòmago, los cinco sentidos se pondràn en juego.

Un postre debe ser bello de ver, aromattizado al punto justo, delicado al gusto, los manos que lo tocaràn sentiràn inmediatamente la presencia de mantequilla o menos, y cuando llegarà la hora de cortar la porciòn, nuestros oìdos percibiràn como en una sinfonìa todos los sonidos: el crocante y el esponjoso o su perfecta combinaciòn.

La realizaciòn de mi plumcake integral no lleva mucho tiempo, solo de un poco de precisiòn y mucha armonìa en la elecciòn de los ingredientes.

Receta:

225 gr. de harina integral

100ml. de aceite de girasol

75 gr.de azùcar de caña

50 gr. de miel

1 sobrecito de levadura para dulces

2 huevos

1 vaso de leche

mermelada a su gusto

Mezclar el azùcar con los huevos, agregar despuès la miel, el aceite poco a la vez, harina y levadura ( bien coladas ), la leche.

 

En una tortiera de plumcake crear un estracto del compuesto, otro de mermelada y terminar con el resto.

Hornear a 180° por 50′.

Decorar con azùcar impalpable.

Vanina Rodrigo

 

 

 

 

Un pomeriggio di novembre / Una tarde de noviembre

Stavo dormendo e sentivo la pioggia. Avvolta nel mio caldo piumone ho aperto gli occhi per avere la conferma che quel suono rilassante fosse veramente l’acqua che scorreva.

Si, lo era, che meraviglia; novembre e le sue piogge improvvise !

Ancora un po’ dico fra me e me, resto ancora un po’, giusto il tempo di sgranchirmi per bene, di prendere coscienza che le cose belle capitano così, quando meno te li aspetti.

Mi alzo, scendo in cucina con passo lento per non farmi sentire, in fondo sono tutti dolcemente cullati, tutti tardano ancora il risveglio.

Inizio a preparare la  torta di mele, un po’ un classico in casa mia, una sicurezza, una coccola in giornate come queste, ho già infornato e attendo, tutti quanti ormai attendono.

Fra qualche istante il profumo sarà così intenso che neanche gli occasionali passanti della domenica resisteranno.

Tengo a bada l’orologio, piccole accortezze ed unica sola ricetta.

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Immagine da Pinterest

Estoy durmiendo y siento la lluvia, toda tapada y bien calentita bajo mi frazada, abro los ojos como para recibir la conferma de aquel sonido relajante es de verdad el agua che corre.

Sì, lo es, que maravilla, noviembre y sus lluvias repentinas.

Todavìa un poco me digo dentro mìo, un ratito màs, justo el tiempo de estirarme bien, de tomar conciencia de que las cosas bellas suceden asì, cuando uno meno se las espera.

Me levanto y bajo a la cocina, con paso lento para no hacerme sentir; en fondo todos se dejaron dulcemente acunar, todos retrazan el momento de la veglia.

Empiezo a preparar la torta de manzanas, casi un clàsico en casa mia, una certeza, una caricia en dìas como èstos; la estoy horneando y espero, todos ya esperan.

Dentro de algunos instantes el aroma serà tan intenso que ni siquiera los pasantes ocasionales del domingo podràn resistir.

Tengo de ojo el reloj; pocos detalles en una ùnica sola receta.

Vanina Rodrigo

 

Compleanno / Cumpleaños

Questo weekend abbiamo festeggiato il compleanno del piccolo della famiglia: i suoi tre anni!

Ci tenevo a farvi vedere la torta che ho realizzato, non posterò la ricetta, perché non è mia: ho fatto due pan di spagna,una bagna pasticcera non alcolica, la crema pasticcera al cioccolato ( ricetta di Iginio Massari ), ottima, anche da mangiare al cucchiaio!

E poi ho ricoperto il tutto con la pasta di zucchero, che a dire il vero non mi piace, però nelle torte per i bambini fa un certo effetto. Le decorazioni le ho eseguite a mano.

Ecco il risultato!

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Quella manina che si vede è proprio quella del festeggiato!

Este fin de semana festejamos el cumpleaños del peque de la familia: sus tre años.

Querìa mostrarles a todos ustedes la torta que hice para la ocasiòn, no les pongo la receta, porque no es mìa.

Como primer cosa preparè dos bizcochuelos, los rociè con una baña pastelera sin alcohol, los rellenè con crema pastelera al chocolate ( receta de Iginio Massari, buenissima! )

Y al final cubrì las tortas con pasta de azùcar comprada en el supermercado, las decoraciones las realicè yo a mano.

El resultado es el que ven en la foto.

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Vanina Rodrigo

Muffin uva e cacao / Magdalenas de uva y cacao

Dolce colazione a tutti voi!

Ricetta:

130 g di zucchero

2 uova

200 g di farina

90 g di burro

200 g di uva

1 cucchiaio di lievito

90 ml di latte

50 ml di olio

cacao e burro per la pirofila

zucchero a velo per spoverizzare

Unite le uova allo zucchero e lavorate insieme finché il composto diventa chiaro e spumoso ( all’incirca 5 minuti ).

Aggiungete il burro fuso, il latte e l’olio.

Adesso potete incorporare la farina con il lievito precedentemente setacciate.

Infine unite le uve, che avrete tagliato a metà e privato dei semi.

Imburrate una pirofila per muffin e cospargete di cacao .

Riempite più o meno fino a metà e infornate a 180° fino a quando diventano dorati.

Cospargete di zucchero a velo.

E buona domenica! 😉

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Dulce despertar a todos ustedes!

Receta:

130 gr. de azùcar

2 huevos

200 gr. de harina

90 gr. de manteca

1 cucharada de polvo de levadura

90 ml. de leche

50 ml. de aceite

cacao y manteca para la fuente

azùcar impalpable para decorar

Unen los huevos al azùcar y trabajan hasta que el compuesto se vuelve claro y espumoso.( 5 minutos màs o menos )

Agregan ahora la manteca derretida, la leche y el aceite.

Unen la harina y la levadura pasadas por un colador.

Agregan ahora las uvas, que habràn cortado a la mitad y privado de las semillas.

Enmantecan un molde para magdalenas y le agregan el cacao.

Llenan hasta la mitad y meten a hornear a 180° hasta que se vuelven dorados.

Polverizar con azùcar impalpable.

Felice domenica!

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Vanina  Rodrigo

Zuppa al pomodoro / Sopa de tomate

Estate per me vuol dire colori. Sapere che siamo già ad agosto mi angoscia un po’, e quindi cerco di godermi al massimo le giornate calde che fortunatamente quest’anno abbiamo avuto.

Quindi “colori “ anche a tavola! Se anche voi per caso fate l’orto a casa vostra, avrete sicuramente raccolto già i primi pomodori.

Oggi vi propongo una ricetta semplice e genuina, con gli ingredienti che non possono mancare in questo periodo.

Dal libro: Il frullatore che ti cambia la vita di Tess Masters: cuoca, scrittrice, attrice e doppiatrice australiana.

” Cucinare cibi di stagione è sempre più conveniente

che acquistare prodotti alimentari trasformati”. ( Jamie Oliver )

Zuppa al pomodoro

1 cucchiaio di olio di oliva

2 cucchiai di aglio tritato

1 grande cipolla rossa tritata grossolanamente

1 peperone rosso senza semi tritato grossolanamente

8 pomodori roma tritati grossolanamente

800 g di pelati o polpa di pomodoro non salata

1 cucchiaio di pomodori secchi o concentrato di pomodoro

960 ml di brodo vegetale

35 g di noci di Macadamia crude non salate

Pepe nero

Basilico

Scaldate in una casseruola grande l’olio a fuoco medio e rosolate  l’aglio e la cipolla.

Aggiungete il peperone e i pomodori freschi e cuocete ancora 5 minuti.

Unite i pomodori in scatola con i loro succhi, i pomodori secchi e il brodo vegetale, alzate il fuoco e portate ad ebollizione, poi abbassatelo a intensità media e lasciate sobbollire mezz’ora.

Togliete la casseruola dal fuoco e fate raffreddare un po’ la zuppa.

Unite le noci di Macadamia ( io non le avevo, quindi non le ho usate ).

Versate nel frullatore tutto a più riprese e frullate per 1 minuto ( importante sarà rimuovere il coperchio dal frullatore e coprirlo con un canovaccio, per permettere al vapore di fuoriuscire ).

Rimettete la zuppa nella casseruola e scaldatela a fuoco basso.

Condite con pepe nero a piacere e servire guarnendo con il basilico.

Ottima sia calda che fredda!

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In foto la mia zuppa al pomodoro

Verano para mì quiere decir colores.

Saber que estamos ya en agosto y que nos acercamos al final me angustia, por eso busco de gozarme al màximo èstas jornadas calurosas, que por suerte èste verano no faltaron.

Por lo tanto colores tambièn en la mesa! Si tambièn ustedes tienen la  habitud de hacer la huerta, sabràn muy bien que èste es el perìodo de los tomates.

Hoy les propongo una receta simple y genuina que saquè y probè a hacer ayer del libro: La licuadora que te cambia la vida, de Tess Masters: cocinera, escritora, actriz y actriz de voz.

” Cocinar comidas de estaciòn es siempre màs conveniente

que comprar productos  alimentares transformados “. ( Jamie Oliver )

Sopa de tomates

1 cucharada de aceite de oliva

2 cucharadas de ajos picados

1 cebolla grande roja

1 pimiento rojo sin semillas picado grande.

8 tomates de tipo roma picados grandes

800 gr. de tomates pelados en lata o pulpa sin sal.

1 cucharada de tomates secos picados o 1 cucharada de concentrado de tomate.

960ml. de caldo vegetal

35 gr. de nueces macadamia

Pimienta negra

Albahaca

Calientan en una cacerola grande el aceite a fuego medio y doran el ajo y la cebolla.

Agregan el pimiento y los tomates frescos y cocinan todavìa por cinco minutos.

Unen los tomates en lata / caja con el jugo, los tomates secos y el caldo vegetal, alzan el fuego y llevan a ebulliciòn, despuès lo bajan a intensidad media y cocinan por media hora.

Sacan la cacerola del fuego y dejan enfrìar un poco la sopa.

Unen las nueces de macadamia.

Vuelcan en màs veces todo en la licuadora y licuan por un minuto ( acuerdensè de sacar la tapa a la licuadora y ponerle un rapasador en su lugar, para permitir que el vapor salga mientras licuan ).

Meten la sopa en la cecerola y la calientan a fuego bajo.

Condimentan con pimienta negra a gusto y adornan con albahaca.

Tess Masters

Traduzione allo spagnolo cooltext1922558938

Vanina Rodrigo

Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

Dal libro ” Dolce come il cioccolato ” di Laura Esquivel.

 

Quaglie ai petali di rosa.

Ingredienti:

12 rose, possibilmente rosse

12 castagne

due cucchiai di burro

due cucchiai di fecola di mais

due gocce di essenza di rose

due cucchiai di semi di anice

due cucchiai di miele

due spicchi d’aglio

6 quaglie

1 ” pithaya ” ( Fiore bianco dall’intenso profumo, simile a quello della vaniglia )

La morte di Nacha la aveva lasciata molto sola. Pedro nel tentativo di aiutarla a farsi forza, pensò che sarebbe stato un pensiero gentile portarle un mazzo di rose in occasione dal suo primo anniversario come cuoca della fattoria. Ma Rosaura-che era in attesa del primo figlio-non era dello stesso parere.

Mamma Elena con una sola occhiata ordinò a Tita di uscire dalla sala e di far sparire le rose.

Tita stringeva così forte le rose al seno che queste, inizialmente rosa, quando arrivò in cucina di rosa erano diventate rosse per il sangue delle sue mani e del suo petto. Doveva decidere rapidamente che cosa farne. Erano così belle! All’improvviso udì con chiarezza la voce di Nacha che le suggeriva una ricetta preispanica nella quale si potevano utilizzare i petali di rosa.

L’ingrediente principale era la carne di fagiano che nella fattoria non si erano mai preoccupati di allevare.

Al momento c’erano soltanto le quaglie ; decise dunque di variare la ricetta, per poter utilizzare i fiori.

Le quaglie alle quali vanno raccolte e legate le zampe affinché mantengano un aspetto grazioso, dopo essere state spennate ed sviscerate devono essere rosolate nel burro con un pizzico di pepe e di sale.

E importante che le quaglie vengano spennate a secco, perché non appena vengono immerse nell’acqua bollente si altera il sapore della loro carne. Questo è uno degli innumerevoli segreti di cucina che si acquisiscono con la pratica.

La miscela di sangue di Tita con i petali di rose che Pedro le aveva regalato si rivelò fortemente esplosiva.

Una volta setacciati i petali si pestano nel mortaio con l’anice. Separatamente, si fanno dorare le castagne sul comal, si sbucciano e si fanno bollire per poi farne un purè. Si rosola l’aglio nel burro dopo averlo tritato finemente; quando è imbiondito, si uniscono il purè di castagne, il miele, i petali di rosa e sale a piacere. Per rendere più densa la salsa si possono aggiungere due cucchiai di fecola di mais. Infine si passa al setaccio e si aggiungono due gocce di essenza di rose, non di più, altrimenti c’è il rischio che la salsa diventi troppo aromatica e troppo saporita. Appena fatto questo si ritira dal fornello. Le quaglie si fanno insaporire nella salsa soltanto per dieci minuti e poi si tolgono.

Laura Esquivel

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Del libro ” Dulce como el chocolate ” de Laura Esquivel.

Codornices a los pètalos de rosas

Ingredientes:

12 rosas, posiblemente rojas

12 castanias

dos cucharadas de manteca

dos cucharadas de amido de maìz

dos gotas de esencia de rosa

dos cucharadas de semillas de aniz

dos cucharadasde miel

dos dientes de ajo

6 codornices

1 pithaya ( flor blanca de intenso perfume, parecida al de la vainilla )

La muerte de Nacha la habìa dejado muy sola. Pedro tentando de ayudarla a hacerse coraje, pensò que hubiese sido un pensamiento gentil regalarle un ramo de rosas en ocasiòn de su primer aniversario como cocinera de la factoria. Pero Rosaura-que estaba esperando el primer hijo di èl-no la pensaba de la misma manera.

Mamà Elena con una sola mirada ordenò a Tita de irse de la sala y de hacer desaparecer las rosas.

Tita apretaba tan fuertes las rosas al pecho que èstas, inicialmente rosadas, cuando llegò a la cocina de rosadas se habìan vuelto rojas por la sangre de sus manos y de sus senos. Tenìa que decidir ràpidamente que hacer. Eran tan bellas! De repente sintiò con claridad la voz de Nacha que le sugerìa un receta prehispànica en la cuàl se podìan usar los pètalos de rosas.

El ingrediente principal era la carne de faisàn, que en la factoria nunca se habìan preocupado de criar.

Al momento habìa sòlo codornices; decidiò entonces de variar un poco la receta, para poder utilizar las flores.

Las codornices van dobladas y atadas por las patas, para que mantengan un lindo aspecto, despuès de haber sido desplumadas y descuartadas deben ser doradas en la manteca con un poco de pimienta y de sal.

Es importante que las codornices vengan desplumadas a seco, porque apenas sumergidas en el agua caliente se altera el sabor de la carne. Este es uno de los innumerables secretos de la cocina que se aprenden con la pràctica.

La mezcla de sangre de Tita con los pètalos de rosas que Pedro le habìa regalado se demostrò fuertemente explosiva.

Una vez que se sacaron los pètalos se aplastan en el mortero con el aniz. Separadamente se hacen dorar las castanias sobre el comal, se pelan y se hacen hervir para despuès hacer un purè. Se dora el ajo en la manteca despuès de haberlo picado fino, cuando està doradito se une el purè de castanias, la miel, los pètalos de rosas y sal a gusto. Para adensar la salsa se pueden agregar dos cucharadas de àmido de maìz. Al final se pasa todo por el colador y se agregan dos gotas de esencia de rosas, no de màs, sino se corre el riesgo de que la salsa quede muy aromàtica y demasiado gustosa. Apenas hecho èsto se la retira de la hornalla. Las codornices se hacen agarrar gusto en la salsa solo diez minutos y despuès se sacan.

Laura Esquivel

Traducciòn al espaniol cooltext1922558938

Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

Le ricette che vi propongo oggi, si, perché questa volta ce ne più di una; sono tratte dal libro: “La metà di niente “ di Catherine Dunne.

Ai fornelli, oggi si cucina tanto!

Quiche e pane

Aveva deciso di preparare tre quiche diverse: prosciutto e zucchine, salmone affumicato e panna; e vegetariana. I tipi di pane le aveva scelti sfogliando i libri di cucina riposti da molto tempo sugli scaffali.

Panini integrali, pane al latte, focaccine alle mandorle e focaccia pasquale russa.

Aveva le mani affondate fino ai gomiti nella farina.

Impastò a fondo panini integrali. Mentre impastava programmò baguette, ciambelle fatte in casa, pagnotte di segale.

La sua foto non sarebbe mai finita sul giornale, ma forse, chissà, sarebbe riuscita a guadagnarsi da vivere con i comuni, semplici, umili panini integrali.

Anatra brasata

La mattina presto Rose aveva già dato una prima cottura all’anatra brasata. Adesso era arrivato il momento di trasferire le due enormi casseruole de ghisa nel forno. I funghi andavano aggiunti quasi all’ultimo, e c’era da preparare la gelatina. Infine avrebbe rappreso la salsa con beurre manié un istante prima di servire, e sarebbe stata impeccabile.

contorni consistevano in spinaci alla noce moscata e patate novelle con burro al prezzemolo. Gli spinaci andavano lavati foglia per foglia. Una volta cotti bisognava saltarli in un composto di burro, pepe nero e noce moscata.

Per il momento si concentrarono sul primo piatto: Pain de sole; stratti di sogliola al limone e farcitura alle erbette.

Come minimo un’ora e mezzo di preparazione, da servire con salsa mousseline.

Catherine Dunne

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Las recetas que les propongo hoy, las saquè del libro: “La mitad de nada ” de Catherine Dunne.

A los hornillos, que hoy se cocina!

Quiche ( tortas saladas ) y Panes

Habìa decidido de preparar tres diversos tipos de quiche: jamòn y zuchinis, salmòn ahumado y crema; vegetariana. Los tipos de panes los habìa elegido hojeando los libros de cocina que hacìa ya rato estaban depuestos en el estante.

Sàndwiches integrales, pan de leche, pastel con almendra y pastel de pascua ruso.

Tenìa las manos hundidas hasta los codos en la harina.

Amasò a fondo los panes integrales. Mientras amasaba programò baguettes, rosquillas hechas en casa, pane de centeno.

Su foto quizàs nunca saldrìa en un periòdico, pero a lo mejor iba a lograr ganarse de vivir con comunes, simples y humildes sandwichitos integrales.

Pato elaborado a fuego lento

A la mañana temprano Rose ya le habìa dado una primera cocciòn al pato. Ahora habìa llegado el momento de transferirlo en dos enormes cacerolas de guisa, y ponerlas al horno. Los hongos se agregaban casi al final y se debìa preparar tambièn la gelatina. Al final necesitaba reducir la salsa con beurre manié. Y todo habrìa sido impecable.

Los contornos consistìan en espinaca a la nuez moscada, papas con manteca al perejil. Las espinacas iban lavadas hojas por hojas.

Una vez cocinadas necesitaba saltarlas en un compuesto de manteca, pimienta negra y nuez moscada.

Por el momento se concentraban en el primer plato: Pain de sole, trozos de suela al limòn con un relleno de hierbas.

Como mìnimo una hora y media di preparaciòn, para sevir con salsa mousseline.

Catherine Dunne

Traducciòn al español cooltext1922558938

Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

Lo stufato della signora Ramsay ( Virginia Woolf )

“Noi ” abbiamo fatto questo, “noi” abbiamo fatto quello. Diranno così per il resto della vita, pensò, e un delicato aroma di olive, olio e sugo si levò della enorme terracotta quando Marthe, con una certa ostentazione, tolse il coperchio. La cuoca aveva lavorato tre giorni a quel piatto. Ora devo fare molta attenzione, pensò la signora Ramsay, affondando nella massa di carne soffice, e scegliere un pezzo particolarmente tenero per William Bankes. Scrutò nel fondo della zuppiera, con le sue lucide pareti e la mescolanza di saporite carni scure e bianche, e le floglie d’alloro e il vino, e pensò -così festeggeremo l’evento.

“E un trionfo” disse Bankes, posando per un momento il coltello. Aveva masticato con attenzione. La carne era ricca di sapori e tenera. La cottura perfetta. Come riusciva a fare una cosa del genere, quaggiù in campagna? le chiese. Era una donna meravigliosa. Tutto il suo amore e la sua ammirazione per lei erano tornati, e lei se ne accorse.

“E una ricetta francese di mia nonna”disse la signora Ramsay, e una nota di piacere risuonò alta nella voce. Certo che era francese.

Quello che in Inghilterra passa per cucina è abominevole, erano tutti d’accordo. Consiste nel mettere a bagno i cavoli, nell’arrostire la carne, finché non diventa cuoio, nel togliere alle verdure la loro buccia squisita. ” Che è poi dove è contenuta la virtù della verdura” disse Bankes.

Virginia Woolf

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El estofado de la señora Ramsay ( Virginia Woolf )

“Nosotros” hicimos èsto, “nosotros” hicimos aquello. Diràn asì por el resto de la vida, pensò, y un delicado aroma de aceiutunas, aceite, y salsa salìa de la enorme olla en terracota cuando Marthe, con cierta ostentaciòn, levantò la tapa. La cocinera habìa trabajado tres dìas a ese plato. Ahora debo prestar mucha atenciòn, pensò la señora Ramsay, mientras hundìa el tenedor en una masa de carne blanda, y elegir un pedazo particularmente tierno para William Bakes. Mirò en el fondo de la sopera, con sus paredes lùcidas, y la mezcla de carnes oscuras y blancas, y las hojas de laurel y el vino, y pensò – asì festejaremos el evento.

“Es un triunfo”, dijo Bankes, apoyando por un momento el cuchillo. Habìa masticado con atenciòn. La carne era rica de sabores y tierna. La cocciòn perfecta. Còmo lograba hacer cosas del gènere, acà en el campo? Le preguntò. Era una mujer maravillosa. Todo el amor y admiraciòn por ella retornaban, y ella lo sabìa.

“Es una receta francès de mi abuela” dijo la señora Ramsay. Y una nota de gusto resonò alta en su voz. Claro que era francès.

Lo que en Inglaterra pasa por cocina es abominable, estaban todos de acuerdo. Consiste en el poner a baño los repollos, en el dorar bien la carne, hasta que se vuelve cuero, en sacar a las verduras la càscara deliciosa.”Que despuès es donde estàn contenidas todas las virtudes de la verdura, dijo Bankes.

Virginia Woolf

Traducciòn al español cooltext1922558938

Ricettario letterario: i piatti dei nostri scrittori / Recetario literario: los platos de nuestros escritores

L’agnello all’agrodolce che non si cucinava in casa mia, Simonetta Agnello Hornby

Proprio così, questo piatto nasce dalla nostalgia di Simonetta per i sapori della sua terra, chi abita all’estero sicuramente qualche volta nella vita l’ha sperimentata.

Lei ha fatto molto di più! Ha creato un piatto nella convinzione di averlo sempre mangiato nella sua Sicilia.

Il suo racconto tratto dal libro: La cucina del buon gusto.

  • Dopo il matrimonio, nel gennaio del 1967, andammo ad abitare a Somerville ( vicino a Cambridge, Massachusetts ), in un appartamento con una grande cucina. Mi piaceva cucinare e mi missi all’opera, ma non riuscivo a ripetere i piatti di casa mia. Mi calò un enorme nostalgia del mangiare siciliano. Non trovavo nemmeno il prezzemolo con la foglia liscia, e quello in vendita, tutto riccio e dagli stelli corti corti, sapeva di altro. L’olio di oliva, peraltro carissimo, era cattivo a paragone di quello di Mosè e il parmigiano appena passabile.

Andare al supermercato era una sofferenza: non distinguevo i tagli di carne e non trovavo quelli che desideravo, non riconoscevo il pesce: desquamato, sfilettato e impacchettato.

A poco a poco scovai dei negozietti in cui si trovava l’olio buono e mi adeguai. Fu allora che mi venne una voglia disperata delle costolette d’agnello all’agrodolce con la cipollata, quelle che cucinavamo ad aprile quando si macellavano gli agnelli nati nel tardo autunno. Erano gustosissime, le mie costolette d’agnello, avevano perfino lo stesso profumo di quelle siciliane. E così negli anni seguenti, appena avevo desiderio del cibo di casa, ricorrevo alle costolette di agnello all’agrodolce. Fin quando non venne mia madre per aiutarmi a mettere su casa a Londra. Avevamo gente a cena e preparai le costolette per gli ospiti.

” Che profumo invitante, cosa cucini? ” chiese mamma entrando in cucina.

” Le costolette all’agrodolce, ricordi? “

No, non ricordava.

Cucinate col soffritto di cipolla si, ma all’agrodolce mai. Non le credetti.

Ricetta:

Eppure mi bastava aggiungere lo zucchero alle costolette che sfrigolavano allegramente con le cipolle nella padella, e farlo caramellare, per ritrovarmi nella cucina di Palermo, per vedere Pina Parruca, la fedele cameriera, con l’uniforme a quadretti azzurri e il grembiulone bianco, ferma davanti ai fornelli con la bottiglia di aceto pronta per smorzare la cottura del caramello. Sentivo gli aromi, il profumo di bruciato dello zucchero poi sovrastato da quello acido dell’aceto di vino, e infine fuso in un aroma ricco, denso, invitante. Tutto inventato.

Simonetta Agnello Hornby

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Simonetta Agnello Hornby, autore del libro: La cucina del buon gusto insieme a Maria Rosario Lazzati.

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Le costolette d’agnello in agrodolce

Las costeletas de  cordero en agridulce que no se comìan en casa mìa, de Simonetta Agnello Hornby

Les puede parecer raro, per èste plato nace de la nostalgìa de Simonetta por sentir los sabores de su tierra, quièn viviò alguna vez lejos de su paìs, seguramente sintiò èsta sensaciòn.

La autora de èste libro hizo mucho màs, inventò èste plato convencida de haberlo siempre comido en su Sicilia.

A continuaciòn la narraciòn de ella misma, del libro: La cocina del buen gusto.

  • Despuès del casamiento, en enero del 1967, fuimos a vivir a Somerville ( cerca de Cambridge, Massachusetts ), a un departamento con una gran cocina.

Siempre me gustò cocinar y me puse manos a la obra, sòlo que no conseguìa  repetir los platos de casa mìa. Me agarrò una gran nostalgìa de comer siciliano. No encontraba ni siquiera el perejil con la hoja lisa, y el que vendìan, todo arrugado y de las puntas cortas cortas, era feo a compararlo con el de Mosè y el parmesano, apenas pasable.

Ir al supermercado era un sufrimiento, no distinguìa los cortes de carne y no reconocìa el pescado: descameado, fileteado, envuelto.

De a poco fui descubriendo pequenios negocios donde se conseguìa un buen aceite y me adecuè. Fue entonces que me vinieron unas ganas terribles de costeletas de cordero en agridulce con cebolla, aquellas que cocinabamos en abril cuando se sacrificaban los corderos nacidos màs tarde. Eran riquìsimas mis costeletas de cordero, tenìan hasta el mismo perfume de las sicilianas. Y asì en los anios siguientes, apenas sentìa el deseo de comida de casa, recorrìa a las costeletas de cordero en agridulce. Hasta que un dìa vino mi madre para ayudarme con la nueva casa de Londres. Tenìamos gente a cena y me puse a preparar las costeletas de cordero para los invitados.

” Que perfume invitador, que estàs cocinando? preguntò mi madre entrando en la cocina.

“Las costeletas de cordero en agridulce, recuerdas?

No, no recordaba.

Cocinadas con un frito de cebolla sì, en agridulce jamàs. No le creì.

Receta:

Y pensar que bastaba agregar el azùcar a las costeletas que se freìan alegremente junto con las cebollas en la sartèn, y hacerlas caramelar, para encontrarme enseguida en la cocina de Palermo, para ver Pina Parruca, la fiel sirvienta, con su uniforme a cuadros azules y el delantal blanco, parada adelante de las hornallas, preparada con la botella de vinagre para atenuar la cocciòn del caramelo.

Sentìa los aromas, el perfume a quemado del azùcar despuès sobresalido por el àcido del vinagre de vino, y al final derretido en un aroma rico, espeso, invitador. Todo inventado.

Simonetta Agnello Hornby

Traducciòn  cooltext1922558938